Giovedì 27 Novembre 2008

Il vintage sbarca a Bergamocon A.n.g.e.l.o.

Lui è Angelo Caroli, ma tutti lo conoscono come A.n.g.e.l.o.. Nel settore del vintage è tra i collezionisti più riconosciuti d’Italia con i suoi duemila metri quadrati di capi moda a Lugo di Romagna di epoche diverse che spaziano dal 1800 agli Anni Novanta. Ora un po’ di questa moda è arrivata a Bergamo, in via San Tomaso 96/b, in un negozietto che sembra una bottega dove scovare un mondo passato fatto di eleganti abiti da sera delle Sorelle Fontana, capispalla Dior, borse Gucci, gonne Yves Saint Lauren e accessori Pierre Cardin. Moda uomo e donna che Sonia Poma seleziona tra gli oltre 160 mila capi custoditi nella «mecca del vintage romagnolo» e propone in «Le vintage» dove si possono scovare, taglie permettendo, ottimi affari per un trench Burberry, maglie Romeo Gigli anni ’70, pantaloni originali della Marina militare inglese degli anni ’50, eleganti guanti in camoscio, borse in coccodrillo e lussuose pochette in pailettes.

Trenta metri quadrati, gestiti da Sonia insieme a Emanuela Bucciol, dove scoprire che la moda passata è sempre più attuale e che il vintage, quello vero e ricercato, non è solo un abbinamento di stili degli anni trascorsi, ma la capacità di saper indossare capi che rappresentano un fenomeno culturale. «Per fare vintage e per indossare vintage ci vuole passione, grande gusto e voglia di studiare la storia della moda - spiega Angelo Caroli -. Anche per questo ho scelto Bergamo: è una città che ha una grande storia, che vive d’arte e che ha un tessuto sociale in cui spiegare il fenomeno del vintage, qui ancora poco radicato». Un fenomeno che è anche sempre più moda: non quella dei marchi commerciali che massificano, ma la moda di chi ha voglia di mettersi in gioco anche quando si parla di abiti e accessori. Perché questi capi, con i loro tagli, i loro tessuti, forme e colori, sono custodi di memoria: «Vestire vintage significa assemblare in totale autonomia e secondo la propria personalità elementi che provengono da epoche e stili diversi - spiega Sonia Poma -. In questo modo si reinterpreta una moda del passato e ci si racconta, si svela il proprio stile, che diventa unico e personale». È così, allora, che il vecchio diventa il nuovo e il nuovo diventa di moda, con gusto e originalità. «Il vecchio, reale e apparente che sia, salverà questo mondo troppo assetato di nuovo» ha scritto negli anni ’50 lo psicologo americano James Hillman. Forse per il vintage, e per la moda in generale, è proprio così.
(27/11/2008)Fabiana Tinaglia

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