Domenica 08 Marzo 2009

Vestire etico si può
La moda è solidale

Vestire etico si può. E lo spiega ogni anno l'Ethical Fashion Show, un’occasione in cui la couture e la coscienza trovano ispirazione. Nato nel 2004 grazie a Isabelle Quéhé, si è svolto per la prima volta a Milano dall'1 al 3 marzo, coinvolgendi attori del fashion business e della filiera tessile internazionale.

Da nord a sud del pianeta, giornalisti, designer e imprese si sono riuniti nel capoluogo lombardo per confrontarsi e per dimostrare che è possibile dare vita a creazioni di tendenza nel rispetto dei valori. Dal prêt-à-porter alla haute couture, dagli accessori alle collezioni più preziose costruite con materiali naturali; ma anche abiti che rendono omaggio all’artigianato locale. Per una moda solidale ed etica che non rinuncia alla ricerca, alla fantasia e allo stile, nel rispetto per le tradizioni e per la cultura del Paese in cui avviene la produzione, con un'attenzione alla tutela dei diritti umani sul lavoro e al minimo impatto ambientale in tutte lefasi di realizzazione dei capi.

Tra i designr e i marchi da tenere dìocchio, secondo Isabelle Quéhé, c'è l'italiana Royan, che lavora con le donne in Afghanistan (guarda l'intervista), e Mona Mohanna, stilista libanese che crea le sue collezioni con donne palestinesi dei campi profughi.

Royah è un progetto nato in Afghanistan nel 2005 dall’iniziativa di una designer italiana, Gabriella Ghidoni. Royah significa «la visione» in persiano e si ispira alla millenaria tradizione di tessuti e ricami afgani. È un progetto che unisce cultura e moda: la cultura è quella trasmessa dalle donne che lavorano per Royah, che riacquistando strati d’indipendenza, hanno la possibilità di formarsi, specializzarsi e vendere il loro artigianato. La moda è l’impronta di Gabriella Ghidoni: l’obiettivo è quello di dare autonomia a donne che non hanno facile accesso al mercato del lavoro, così da aiutarle a sostenere l’educazione dei propri figli. «Questo progetto è nato perchè mi trovavo a Kabul per altro - spiega Gabriella Ghidoni -. Per gioco o diletto ho iniziato ad aiutare donne a Kabul a migliorare il loro artigianato, cercavo di dare un tocco più accattivante al loro lavoro».

Mona Mohanna è invece una stilista di origine libanese. Nata nel Libano nel 1970, è arrivata nel 1989 in Italia per studiare: è qui che ha portato la sua cultura e i colori e linee del suo paese attraverso i suoi abiti e accessori. (Guarda l'intervista)

Per altre info www.ethicalfashionshow.com

fa.tinaglia

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