Sabato 23 Febbraio 2013

Sfilano Trussardi e Cividini
Moda bergamasca a Milano

Giornata di sfilate all'insegna dell'eleganza e del rigore sabato 23 febbraio a Milano, con in passerella collezioni raffinate come quelle di Bottega Veneta, Trussardi, Ermanno Scervino, Aquilano.Rimondi e Jil Sander. Sono state sfilate con una bella impronta bergamasca perché, con Trussardi, ha sfilato anche un secondo marchio legato alla nostra terra, ovvero Cividini.

Via dalla giungla cittadina, direzione campagna. Attenzione però, perché la donna di Trussardi veste ancora i panni metropolitani e conserva quell'aria un po' severa e sofisticata. La silhouette è precisa e ruba al guardaroba di lui: grandi cappotti che si fermano al ginocchio, trench immensi che coprono la caviglia.

Sotto la scorza corposa, la femminilità si svela con gli abiti in pelle e di chiffon, e con le maglie portate sulle le gonne a pieghe dagli orli vivi. Maculati animalier e check geometrici creano movimento, piccoli su top e camicie, dilatati sulle gonne. La compostezza mano a mano lascia spazio alla rilassatezza, lo skyline si allontana e si fa spazio un mondo bucolico, dove la donna è «sensuale ma mai aggressiva, femminile e maschile allo stesso tempo, ma nel modo giusto» spiega lo stilista Umit Benan nel backstage della sfilata.

Il velluto e la lana convivono con seta e chiffon, in una palette che va dal nero al blu profondo, dal marrone denso al beige. E poi le borse e le scarpe: hunting bag, shopper robuste di pelle lucida, mocassini e stivali spigolosi con dettagli metallici.

Come sempre Cividini stupisce con la sua sofisticata raffinatezza. Un'eleganza classica che per questa stagione si rifà agli anni Settanta: pantaloni scampanati alla Beatles, leggere stampe con tenui fiorati e piccoli check. Di altissima qualità i materiali che vengono mixati con grande attenzione e degni di nota gli accessori, e in particolare i lunghi guanti di pelle abbinati a scamiciati in maglia e ad abitini classici che rivisitano il più tradizionale little black dress.

Da Bottega Veneta gli abiti sono severi, sempre fermi all'altezza del ginocchio, con pochi timidi spacchi laterali, che spuntano dai cappotti over. Severi sono anche i colori, nero, ardesia, fumo e bianco perla, con qualche tocco di rosso e curry. L'accento è sul volume e sulla materia, con costruzioni tridimensionali e lane infeltrite dall'effetto felpato che diventa anche una nuova idea di stampa.

Il rigore torna sulla passerella di Ermanno Scervino, in una collezione precisa e focalizzata che esplora con eleganza la contaminazione tra maschile e femminile. E lo fa al meglio negli abiti di flanella grigia illuminata da Swarovsky, da portare con i capispalla che sembrano rubati a lui, ma hanno guizzi di pelliccia sulle maniche o sul collo. Belli anche i cappotti in angora, pelle, pelliccia stampa leopardo stretti in vita e lunghi al polpaccio, con chiusura a cerniera e revers aperti, da portare con il foulard di visone da annodare sotto il mento e la maglia con ricami luccicanti. Sobri anche qui i colori, dal grigio al bordeaux passando per il blu.

Abiti dai tagli precisi e disciplinati, dalle linee morbide e dai volumi impetuosi da Jil Sander, che manda in passerella una collezione che è tutta una geometria: i volumi ampi dei cappotti, le spalle calate, i caban sagomati, le gonne a ruota asimmetriche e movimentate da increspature che creano grandi pieghe raffinate. Un rigore interrotto soltanto da squarci, tagli e pennellate dorate che sbucano su gonne e pull jacquard.

Maschile e femminile, rigore e ricerca anche da Aquilano.Rimondi, con forme che arrivano dall'alta moda romana degli anni '50: abiti a matita e gonne a ruota, piccoli caban stretti in vita da un elastico e palloncini scultorei. I tessuti maschili si alternano al raso luccicante e al crepe de chine con i segni delle carte.

m.sanfilippo

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