Nomade digitale da oltre dieci anni. «Amo viaggiare, il lavoro mi segue»

Luana Bossetti Ha creato una community virtuale dedicata a tutti coloro che vogliono vivere una vita «all’altezza dei propri sogni», come canta Ligabue.

«Sin dalle scuole medie avevo la passione per i viaggi, anche se in realtà non avevo mai viaggiato. Però vedendo le serie tv americane sognavo di andare all’estero. La mia tesina delle medie era infatti sul viaggio e ho scelto poi di frequentare l’istituto turistico perché sognavo di spostarmi, partecipare a exchange projects e scoprire un mondo nuovo». Luana Bossetti, 30 anni, originaria di San Lorenzo di Rovetta, racconta così la passione smisurata per i viaggi che da oltre 10 anni la guida letteralmente in giro per il mondo (attualmente vive alle Gran Canarie, ma per poco).

«Oggi sono una digital nomad: non ho un lavoro fisso o una posizione specifica, ma mi occupo di diversi progetti online, dall’insegnante di inglese alla social media manager, da scrivere libri ad avere un podcast tutto mio. Ho deciso che questo sarebbe diventato il mio lavoro a febbraio 2020, ma in realtà ho sempre sognato dalle scuole medie di avere un lavoro che mi potesse permettere di viaggiare e scoprire il mondo. All’epoca non si sentiva parlare di digital nomad o il mondo online non era ancora così aperto, quindi il lavoro che sognavo era quello dell’animatrice nei villaggi turistici e di viaggiare così in tutto il mondo. Penso che sia un desiderio che ho sempre avuto dentro di me e che poi si è confermato quando a 16 anni sono andata per la prima volta al mare e in un villaggio turistico: vedendo gli animatori, ho capito che un giorno la mia carriera sarebbe iniziata da lì».

Animatrice per Club Med

Diplomata all’Istituto superiore Andrea Fantoni di Clusone (indirizzo turistico) nel 2011, a dicembre dello stesso anno Luana è partita per l’estero e non si è più fermata. «Sono partita all’età di 19 anni ed ero da sola. Sono andata a lavorare in un villaggio turistico in Svizzera per la compagnia francese Club Med. All’inizio è stato difficile perché il mio francese non era a un livello altissimo, ma grazie alla mia parte estroversa ho fatto subito amicizia con i colleghi e, dovendo parlare 24 ore al giorno in francese, mi sono ambientata. Devo dire che sono portata per le lingue straniere, quindi quello aiuta. Ho fatto anche la stagione estiva con il Club Med nel Sud Italia e ho conosciuto tantissime persone con le quali ho rapporti tuttora».

Ragazza alla pari negli Usa

«La seconda esperienza è stata negli Stati Uniti dove ho lavorato come ragazza alla pari a New York e in California – ricorda –. Anche lì sono partita da sola e, grazie all’agenzia per la quale lavoravo, ho conosciuto altre ragazze da tutto il mondo. Sono una persona molto socievole alla quale piace creare gruppi, quindi mi ambiento facilmente. Ho fatto tante amicizie anche in America che ancora oggi sento e vado a trovare tra l’Europa, l’America del Nord e del Sud». Nel 2015, poi, a malincuore Luana torna in Italia, ma solo di passaggio. «L’anno dopo sono ripartita per fare l’animatrice in Spagna, dove ho lavorato per cinque anni in diverse isole tra le Canarie e le Baleari. Penso che ambientarmi in Spagna è stata la cosa più facile vista la cultura e la lingua, che sono molto simili all’Italia. Ho incontrato e lavorato con persone da tutta Europa e per questo ho amici ovunque».

Quando è arrivata la pandemia, Luana era a Fuerteventura. «Una settimana dopo che l’Italia è entrata in lockdown anche la Spagna ha deciso di seguire la stessa strada. È stato difficile perché l’hotel ci ha praticamente dato una settimana per trovare una sistemazione, ci ha “buttati” fuori, e l’agenzia di animazione ci ha licenziato. Fortunatamente, ho trovato un signore italiano che vive a Fuerteventura che è stato gentile e ha affittato un appartamento a me e a un mio collega a un buon prezzo e quindi abbiamo deciso di restare lì. Dopo le prime settimane di paura, la Spagna ci ha pagato la disoccupazione e devo dire che poi da lì in avanti per me il lockdown è stato davvero un periodo di relax. Non mi fermavo da anni, quindi è stato un momento di riflessione su me stessa, su come stavo vivendo la mia vita e su come volevo vivere in futuro. Nel lockdown ho deciso di conseguire una certificazione internazionale di lingua inglese online per poter dare poi lezioni da remoto».

«Nonostante il fatto che mi muovo sempre e che ho vissuto in diverse parti del mondo, non ho mai smesso di vivere una vita all’altezza dei sogni che ho e penso che questo possa essere di ispirazione per altre persone che vogliono vivere una vita all’altezza dei loro sogni e che magari si sentono strani perché non vogliono seguire la strada scuola-università-lavoro-famiglia. Questa è la mia missione e la mia forza»

Un libro sui sogni

E di scrivere un libro in inglese, «A life up to your dreams». «Nel volume racconto la mia storia (poi ho creato a seguito anche un podcast) perché la mia missione è aiutare le persone, come dice Ligabue, “a vivere una vita all’altezza dei sogni che ho”. Infatti il titolo del mio libro e del podcast è proprio la traduzione di questa frase in inglese. È una frase che mi è sempre stata di ispirazione sin da quando sono andata a Campovolo nel 2011 a vedere Ligabue e mi ha sempre dato la forza e il coraggio di inseguire i miei sogni. Non sempre è stato facile perché sono sempre partita da sola, mi sono sempre spostata in posti nuovi, ma questa frase mi ha guidato a vivere fantastiche esperienze. Dopo 10 anni sono ancora in movimento e le persone che mi conoscono non mi chiedono “come stai” ma “dove sono”. Però, nonostante il fatto che mi muovo sempre e che ho vissuto in diverse parti del mondo, non ho mai smesso di vivere una vita all’altezza dei sogni che ho e penso che questo possa essere di ispirazione per altre persone che vogliono vivere una vita all’altezza dei loro sogni e che magari si sentono strani perché non vogliono seguire la strada scuola-università-lavoro-famiglia. Questa è la mia missione e la mia forza».

Alla scoperta di nuovi Paesi

E il futuro? «Mi definisco una cittadina del mondo e sto bene in posti nuovi e soprattutto vicino al mare, luogo di cui non posso più farne a meno. Per il futuro imminente, cioè quest’anno, viaggerò in diverse parti dell’Europa. Infatti dalle Canarie in estate mi sposterò in Portogallo e Grecia. Per il futuro più lontano penso che andrò dall’altra parte del mondo. Mi piacerebbe vedere la Nuova Zelanda e lavorare da lì per un po’ di mesi, poi sicuramente visitare il Sud America, il Centro America e poi un giorno tornare a vivere negli Stati Uniti. Un futuro stabile invece da digital nomad è un po’ strano da dire. Però penso che se dovessi scegliere dove stabilirmi sicuramente sarà negli Stati Uniti o in Messico, al mare e al caldo. Per il mio lavoro non c’è problema perché lavorando online posso farlo da tutto il mondo: al momento sono in Europa perché lavoro maggiormente con europei, ma ora sto cercando di trovare clienti nel mercato americano così da potermi muovere da quella parte».

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