Calusco, un comitato e diari di viaggio sui disagi del ponte chiuso

Calusco, un comitato e diari di viaggio
sui disagi del ponte chiuso

Un comitato e un «diario di viaggio». Così cittadini e pendolari si organizzano dopo la chiusura del ponte San Michele, fra Clusco e Paderno. I pendolari in particolare non sono convinti dalle soluzioni alternative messe in campo da Trenord per aggirare la chiusura del viadotto.

Sono ritenute soluzioni di emergenza, ma tollerabili per i due anni necessari ai lavori di ripristino. Il Comitato pendolari bergamaschi ha deciso, da ieri, di raccogliere le testimonianze dei loro quotidiani disagi per sottoporli a Trenord in modo che possano essere da suggerimento per migliorare l’offerta. Questo attraverso l’hashtag «Storie da pendolari». La raccolta è iniziata ieri sulla pagina Facebook «Comitato pendolari Bergamaschi»: «Da stamattina (ieri per chi legge, ndr) - è riportato in apertura di pagina - abbiamo deciso di partire con #storiependolari, storie vere di persone che dopo la chiusura del ponte “San Michele” stanno sperimentando grandi difficoltà. Chiediamo a voi di mandarci le vostre storie in Messenger. Cambieremo i nomi ovviamente. Ma taggheremo giornali e assessore (il riferimento è all’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi, ndr), almeno finché non avremo soluzioni stabili per affrontare questi due anni».

La prima storia pubblicata ieri è quella di Marcella (è un nome di fantasia) di Terno che lavora come segretaria a Milano. Quest’ultima racconta come, dopo aver provato le soluzioni alternative messe in campo da Trenord per recarsi al lavoro a Milano, ha deciso di optare per l’auto condivisa con altri pendolari che fanno la stessa strada. La combinazione treno e bus navetta per aggirare il «San Michele» infatti richieste troppo tempo. Soprattutto per mancanza di coincidenze ravvicinate. E questa è una criticità già più volte denunciata dal Comitato pendolari bergamaschi: «Prima della chiusura del ponte – si legge su Facebook – Marcella prendeva il treno vicino casa e in 1h e 15 minuti arrivava sul posto di lavoro. Ora va in macchina, con altri tre ex pendolari della linea via Carnate, impiegandoci di più, oltre al dispendio economico (e nervoso, dovendo guidare). Ha provato una volta a seguire il percorso “consigliato da Trenord” via Treviglio (ossia la Milano-Bergamo via Treviglio, ndr). Dopo, però, aver aspettato 56 minuti a Bergamo la coincidenza per Calusco, ha optato per la macchina». E c’è chi si sta organizzando con servizi di «car pooling» (condivisione dell’auto) . Contributo richiesto 2 euro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA