«Così ho fotografato più di 20 mila fiori della Bergamasca»

Le orchidee Sono tra i fiori più belli e appariscenti della Bergamasca, ricercate dagli appassionati che percorrono in lungo e in largo il territorio. Uno di questi è Gianantonio Leoni, 48 anni, originario di Cologno al Serio: negli ultimi anni è riuscito a raggiungere i posti più impensati del territorio e le aree confinanti, scoprendo e fotografando in totale oltre 20 mila fiori, di cui almeno 5 mila orchidee. I botanici lo chiamano «florista», prezioso conoscitore di flora spontanea.

Le orchidee sono tra i fiori più belli e appariscenti della Bergamasca, ricercate dagli appassionati che percorrono in lungo e in largo il territorio. Uno di questi è Gianantonio Leoni, 48 anni, originario di Cologno al Serio: negli ultimi anni è riuscito a raggiungere i posti più impensati del territorio e le aree confinanti, scoprendo e fotografando in totale oltre 20 mila fiori, di cui almeno 5 mila orchidee. I botanici lo chiamano «florista», prezioso conoscitore di flora spontanea.

La Bergamasca tra le province con il numero maggiore di orchidee

I parametri di tutti i ritrovamenti sia di specie già conosciute sia mai viste in un’area confluiscono nella banca dati dell’associazione Flora Alpina Bergamasca, incrementando la conoscenza del patrimonio vegetale della nostra provincia. Lo abbiamo incontrato, per farci spiegare qualche curiosità sulla sua predilezione per le orchidee.

È stato definito un «florista» anziché un «botanico». Qual è la differenza? «Un botanico è una figura professionale che studia il mondo delle piante anche in rapporto con gli altri organismi, mentre il florista è un appassionato che studia la flora cresciuta nei diversi ambienti. Il fiorista, invece, si occupa di fiori coltivati».

Quando è nata la sua passione per i fiori? «Ho avuto interesse per la natura in generale fin da giovane, divenuta poi passione per la montagna, sentita come se fosse casa mia. Grazie all’esperienza di questi anni, ora conosco ogni località, dalle basse quote alle alte cime, e percepisco le differenze di ogni ambiente delle montagne bergamasche, dove ho trovato fiori unici. Sentivo, pertanto, la necessità di imparare a riconoscerli. Per me la flora costituisce la prima attrazione verso la montagna, dove si trovano ambienti, rocce e microclimi straordinari».

Tutti i rinvenimenti di specie già conosciute o mai viste confluiscono nella banca dati della Fab

Gli studiosi hanno specificato che le nostre orchidee sono per lo più geofite, ossia con radici e organi di riserva sotterranei, fiori piccoli rispetto alle specie esotiche, ma con notevoli varietà di forme, colori e dimensioni. Dove crescono sul nostro territorio? «Si trovano in ambienti diversi: prati aridi, pascoli in quota, margini dei boschi di latifoglie e conifere, arbusteti, zone umide, dalla pianura fino alle quote elevate. La maggior parte fiorisce in primavera in ambienti termofili di collina e media montagna. Le specie di alta montagna fioriscono in estate, una sola fiorisce in autunno, la Spiranthes spiralis. Sono riuscito a fotografare tutte quelle presenti sul nostro territorio, circa 70 tra specie, sottospecie e ibridi, in ambienti diversi».

«Ho documentato tutte quelle presenti sul nostro territorio, circa 70 tra specie, sottospecie, ibridi»

Quali sono le scoperte più interessanti da lei effettuate? «Nel 2019 ho scoperto la prima e, finora, unica stazione di Epipactis bugacensis, elleborina del Danubio, in Lombardia, lungo le sponde del fiume Serio a Bariano. Poi ho scoperto una nuova stazione di Chamorchis alpina, gramignola alpina, che si pensava estinta, in alta Valle Brembana. Negli ultimi quattro anni ho ritrovato, incrementando il numero di stazioni, la Spiranthes spiralis, l’unica orchidea che fiorisce in autunno, ritenuta alquanto rara».

«Ho scoperto l’elleborina del Danubio in Lombardia, ho ritrovato la gramignola alpina in Valle Brembana»

Quali sono le sue orchidee preferite? «La mia preferita è la Chamorchis alpina perché cresce solo al di sopra dei 2000 metri di quota, ma anche l’Anacamptis coriophora, orchidea cimicina; la Coralloriza trifida; la già citata Spiranthes spiralis nonché la Neotinea ustulata, orchidea bruciacchiata, in quanto sono piccole e poco appariscenti».

Quindi il territorio bergamasco è ricco di orchidee? «Per quanto di mia conoscenza, ritengo che il territorio della provincia di Bergamo sia uno tra quelli che hanno il numero maggiore di specie di orchidee grazie ai suoi diversi ambienti, alla morfologia delle montagne, ai magredi dei fiumi in pianura e al clima formatosi attorno ai numerosi laghi prealpini».

Le orchidee bergamasche sono a rischio? «Penso che il rischio esista a causa degli interventi dell’uomo. Alcune specie si sono estinte per la bonifica degli ambienti umidi, diverse sono a rischio a causa dei cinghiali, per l’abbandono dell’attività agricola e l’estensione del bosco, in alcune zone per il taglio continuo dei prati attorno ai capanni di caccia, per i prati recintati con il pascolo intensivo di bovini, pecore, cavalli. Anche per alcuni interventi di costruzione delle strade o di altre infrastrutture sono state distrutte parecchie stazioni di orchidee. I responsabili degli enti territoriali dovrebbero porre maggiore attenzione: a volte basterebbe spostare di qualche metro le opere in progetto per salvare queste stazioni».

Ora a rischio per i cinghiali, l’abbandono dell’agricoltura, gli allevamenti intensivi, le nuove strade. Alcune già estinte

Orchidee, 25 mila specie nel mondo e 190 in italia

Nel mondo crescono circa 25 mila specie di orchidee, diffuse soprattutto nelle zone tropicali e, limitatamente, nelle zone temperate e fredde. In Italia ci sono 29 generi e 190 tra specie e sottospecie. Tra le oltre 70 specie, sottospecie e ibride della Bergamasca si possono trovare orchidee come la Cefalantera maggiore, la Elleborina gialla, la Gimnadenia, l’Ofride insettifera, l’Ofride verde-bruna, l’Orchidea mascolina, l’Orchidea pallida, l’Orchidea piramidale e molte altre. La maggior parte dei botanici adotta, per la classificazione scientifica delle orchidee, la versione Apg IV (Angiosperm Phylogeny Group IV), pubblicata nel 2016 e riferita alle piante angiosperme, le piante con fiori.

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