ANSA/ La coccinella contro il killer dei pini, a Napoli primo test al mondo

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(di Flavia Dolgetto) (ANSA) - NAPOLI, 30 LUG - Una coccinella esotica per salvare migliaia di pini dalla cocciniglia tartaruga. È partita questa mattina nel boschetto della Mostra d'Oltremare di Napoli la prima sperimentazione al mondo che prevede il rilascio del Thalassa montezumae, predatore naturale dell'insetto invasivo responsabile, negli ultimi dieci anni, della morte di migliaia di pini in Campania e in diverse regioni italiane.

Circa cento esemplari del coleottero, originario dell'America Centrale, sono stati liberati, alla presenza del presidente della Mostra, Remo Minopoli, nel parco scelto come sito pilota le cui caratteristiche consentono un monitoraggio sia sui pini più giovani sia sugli alberi di grandi dimensioni. L'iniziativa è coordinata dalla Regione Campania attraverso il Servizio fitosanitario regionale, con il supporto scientifico del Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II, promossa dal ministero dell'Agricoltura e realizzata dal Crea Difesa e Certificazione.

"È un esperimento unico al mondo - ha spiegato l'assessora regionale all'Agricoltura, Maria Carmela Serluca - Vogliamo verificare se questo antagonista naturale della cocciniglia tartaruga possa confermare sul campo i risultati ottenuti in laboratorio. Se così fosse, avremo uno strumento efficace per proteggere i pini senza ricorrere ai fitofarmaci chimici, soprattutto nelle aree urbane e lungo la costiera, dove gli interventi chimici sono complessi, costosi e possono avere un impatto ambientale significativo". Il monitoraggio sarà affidato proprio al Servizio fitosanitario regionale in collaborazione con l'Università Federico II. L'obiettivo è verificare la capacità del predatore di contenere naturalmente le popolazioni della cocciniglia, consentendo in futuro un impiego più esteso della tecnica.

A spiegare il funzionamento della sperimentazione è stato Antonio Garonna, professore di Entomologia generale e applicata dell'Università Federico II: "La cocciniglia tartaruga del pino è presente in Campania da circa dieci anni e ormai ha raggiunto anche Lazio, Toscana, Marche, Abruzzo e Puglia. Il pino domestico è una specie particolarmente vulnerabile e, nel giro di pochi anni, può collassare sotto l'attacco di questo insetto". I ricercatori hanno inizialmente verificato l'efficacia dei predatori già presenti in natura, ma senza risultati soddisfacenti. Da qui la decisione del Crea di cercare un antagonista naturale direttamente nelle aree di origine della cocciniglia, nei Caraibi. Il Thalassa montezumae, importato dalle isole Turks and Caicos, dopo l'autorizzazione del ministero dell'Ambiente e allevato nel centro di quarantena di Firenze, è risultato un predatore altamente efficace nei test di laboratorio. Prima del rilascio sono stati valutati anche i possibili rischi ecologici. "Il ministero dell'Ambiente - ha spiegato Garonna - ha ritenuto che, sulla base delle informazioni scientifiche disponibili, non dovrebbero esserci conseguenze sull'ecosistema. Per questo è stato autorizzato il rilascio sperimentale".

La lotta biologica, però, richiede tempo. "Non dobbiamo aspettarci la scomparsa della cocciniglia - ha precisato Giuseppino Sabatini, entomologo e ricercatore del Crea - L'obiettivo è raggiungere un equilibrio naturale tra predatore e preda, mantenendo la popolazione del parassita a livelli tali da non provocare più la morte delle piante". Gli esperti parlano di un percorso pluriennale, ma i primi segnali incoraggianti potrebbero arrivare già dal prossimo anno con la riproduzione del coleottero e la sopravvivenza degli esemplari durante l'inverno. (ANSA).

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