Detenuti ripuliscono l'ambiente, rimosse oltre 7 tonnellate di rifiuti

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(ANSA) - ROMA, 26 OTT - Circa 150 persone tra detenuti e affidati, 250 volontari e oltre 7 tonnellate di rifiuti e materiali rimossi dall'ambiente. È il bilancio della mobilitazione nazionale che sabato 24 ottobre ha interessato 21 località in dieci regioni italiane, con interventi di pulizia di spiagge, parchi, strade e aree urbane promossi da Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata nel contrasto all'inquinamento da plastica, e Seconda Chance Aps, associazione attiva nel reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute ed ex detenute.

La giornata - spiega una nota - rappresenta la prima mobilitazione nazionale dopo la sottoscrizione del protocollo d'intesa tra le due associazioni e il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del ministero della Giustizia, che prevede almeno due iniziative nazionali all'anno per promuovere educazione ambientale, cittadinanza attiva, responsabilizzazione e reinserimento sociale attraverso attività di volontariato.

Il bilancio supera le sette tonnellate complessive di rifiuti e materiali rimossi, tra plastica, vetro, indifferenziato, pneumatici e ingombranti, compresi 600 chilogrammi di legname recuperato lungo la costa.

Tra le esperienze più significative, quella di una donna detenuta che, partecipando alla pulizia della spiaggia di Schiavonea, a Corigliano-Rossano, ha potuto rivedere il mare dopo sei anni. Un episodio che racconta il valore umano di queste giornate, nelle quali la cura dell'ambiente diventa anche un'occasione per ritrovare relazioni, fiducia e partecipazione alla vita della comunità.

"Il reinserimento passa anche dalla possibilità di tornare a sentirsi parte attiva della comunità, di contribuire concretamente a qualcosa che ha valore per tutti" , dichiara Margherita Maiani, segretario generale di Plastic Free Onlus.

"Il protocollo con il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ci permette di dare maggiore continuità a queste esperienze e di coinvolgere progressivamente altri istituti - sottolinea Flavia Filippi, presidente e fondatrice di Seconda Chance Asp -. Ogni occasione di partecipazione può aiutare a ricostruire rapporti di fiducia e ad affrontare con maggiore consapevolezza il proprio percorso di reinserimento". (ANSA).

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