Ecco, per abbassare le bollette servono le rinnovabili, ma crescono poco
(ANSA) - ROMA, 06 NOV - "Le rinnovabili, l'unica leva capace di abbassare il prezzo dell'elettricità in modo strutturale, non crescono in Italia al ritmo necessario per raggiungere gli obiettivi 2030 del Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (Pniec)". Lo sostiene il think tank italiano per il clima Ecco, in un'analisi sul nuovo Decreto Bollette del governo che dovrebbe essere approvato lunedì 9.
Con una potenza installata in linea con gli obiettivi del Pniec, spiega Ecco, il prezzo unico nazionale dell'elettricità all'ingrosso, il Pun, scenderebbe di 80 euro al megawattora circa, rispetto alla media 2026 di 154 euro al megawattora. Ma le nuove installazioni di rinnovabili rallentano: 5,2 Gigawatt a fine settembre e circa 7 Gigawatt previsti a fine 2026. Il gas fissa ancora il prezzo dell'elettricità per circa il 70% dei volumi, e l'incertezza sul decreto scoraggia gli investimenti in rinnovabili e accumuli.
Il confronto con l'Europa secondo Ecco dà la misura dei ritardi. Nel 2025 la Germania ha installato quasi 23 Gigawatt di eolico e fotovoltaico, superando i 200 Gw complessivi. La Spagna ne ha aggiunti quasi 13, circa il doppio dell'Italia, per un totale di 92 Gw.
"Il prezzo dell'elettricità scende solo quando il gas smette di fissare tale prezzo - commenta Matteo Leonardi, co-fondatore e presidente di Ecco -. Per arrivarci servono rinnovabili, accumuli e reti, meno ostacoli su connessioni e autorizzazioni.
Il tutto supportato da una riforma della fiscalità dell'energia che smetta di penalizzare il vettore elettrico, con tasse e oneri fino a venti volte superiori rispetto al gas per le imprese". (ANSA).
© RIPRODUZIONE RISERVATA