Eolico offshore e porti come hub energetici tra motori Blue Economy

Lettura meno di un minuto.

(ANSA) - MILANO, 27 OTT - La nuova competizione per energia, dati e sicurezza delle infrastrutture si sta spostando in mare.

Ed è nel Mediterraneo che si giocherà una partita decisiva per la competitività dell'Europa e dell'Italia. È quanto emerge dalle due nuove ricerche del Blue Economy Monitor, l'Osservatorio promosso da Intesa Sanpaolo e Sda Bocconi School of Management che analizza le principali trasformazioni dell'economia del mare e il contributo che il settore può offrire alla crescita sostenibile e alla competitività del Paese.

Grazie alla sua posizione geografica e a una filiera industriale tra le più avanzate al mondo nei cavi sottomarini, nell'ingegneria offshore, nella cantieristica e nelle telecomunicazioni, l'Italia ha l'opportunità di affermarsi come snodo strategico tra Europa, Africa e Medio Oriente per i flussi energetici e digitali del futuro. Allo stesso tempo, i porti italiani sono chiamati ad affrontare una trasformazione per accompagnare la transizione energetica e intercettare nuove filiere industriali legate a energie rinnovabili, elettrificazione e decarbonizzazione. Le ricerche mostrano che il mare sta assumendo un ruolo sempre più strategico.

La capacità di sviluppare reti, connessioni e nuovi ecosistemi produttivi legati all'economia del mare rappresenterà un fattore determinante per il posizionamento dell'Italia e del Mediterraneo nei prossimi anni. Dai cavi che trasportano il 99% del traffico dati mondiale alle nuove reti energetiche sottomarine, fino all'evoluzione dei porti in piattaforme della transizione energetica, la Blue Economy si conferma uno dei principali fattori di sviluppo dei prossimi decenni. (ANSA).

© RIPRODUZIONE RISERVATA