La visione di Star per il futuro energetico del Mezzogiorno

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(ANSA) - NAPOLI, 02 OTT - Trasformare il potenziale energetico del Mezzogiorno in capacità produttiva concreta, infrastrutture moderne e nuova competitività industriale. È questa la prospettiva portata da Star al REM - Renewable Energy Meeting 2026, appuntamento dedicato al confronto sui temi che stanno ridefinendo il futuro energetico italiano, che ha visto la partecipazione di Mario Palma, CEO di Star, alla tavola rotonda "Sviluppo Rinnovabili e Politica Energetica - Voci a confronto".

Il confronto ha rappresentato un'occasione per analizzare una delle questioni centrali della transizione energetica italiana: come accompagnare la crescita delle fonti rinnovabili attraverso una strategia capace di tenere insieme produzione, infrastrutture di rete, sistemi di accumulo e sviluppo industriale.

In questo quadro, il Mezzogiorno assume un ruolo particolarmente rilevante. Puglia e Campania, così come altre regioni del Sud, dispongono infatti di condizioni favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili e di spazi ancora significativi per la realizzazione di nuovi progetti, ma la trasformazione di questo potenziale in valore industriale richiede una pianificazione capace di superare la logica della semplice installazione di nuova capacità.

"Il Sud Italia dispone di un patrimonio energetico e territoriale che può rappresentare una leva concreta per la competitività del Paese. Puglia e Campania, in particolare, hanno opportunità che non sono ancora state pienamente sfruttate e che devono essere inserite all'interno di una strategia industriale più ampia", ha sottolineato Mario Palma, CEO di Star.

La prospettiva indicata da Star non si limita, dunque, alla crescita della generazione rinnovabile, ma riguarda la costruzione di un ecosistema energetico integrato, nel quale fotovoltaico, sistemi BESS, infrastrutture di rete e nuovi grandi consumatori possano svilupparsi secondo una logica coordinata. Un modello che assume ulteriore rilevanza alla luce della crescente domanda elettrica determinata dalla digitalizzazione, dall'Intelligenza Artificiale e dalla progressiva diffusione dei Data Center.

"Non possiamo parlare di transizione energetica senza parlare contemporaneamente di infrastrutture, investimenti e territori.

La vera sfida è creare le condizioni affinché l'energia rinnovabile diventi un fattore abilitante per nuovi insediamenti industriali e per la crescita di infrastrutture strategiche", ha aggiunto Palma.

Il confronto di Taranto ha assunto, in questo senso, anche un forte valore simbolico. La città rappresenta infatti uno dei luoghi in cui la transizione energetica può tradursi in una trasformazione concreta del tessuto industriale: il passaggio da un modello produttivo legato al cosiddetto "ferro sporco" a una nuova industria del "ferro pulito", inteso come sviluppo dell'impiantistica industriale connessa alle fonti rinnovabili, ai sistemi BESS e alle infrastrutture necessarie alla loro integrazione.

Una trasformazione che, secondo la visione di Star, si inserisce in una fase di profondo cambiamento anche sul piano normativo e regolatorio, capace di aprire una nuova stagione per lo sviluppo infrastrutturale italiano. La prevista razionalizzazione delle soluzioni di connessione da parte di Terna potrà infatti contribuire a liberare capacità di rete e a creare nuove opportunità per gli operatori in grado di sviluppare progetti secondo una logica organica, coordinata e sistemica, superando approcci frammentati e non integrati.

In questa prospettiva, la transizione energetica può diventare non soltanto un processo di decarbonizzazione, ma una vera leva di politica industriale, capace di favorire nuovi investimenti, infrastrutture moderne e una maggiore competitività dei territori, a partire dal Mezzogiorno.

Star ringrazia Cristina Martorana di Legance per l'invito e Giovanni Dibenedetto di Teksud per la disponibilità e per l'interessante confronto, che ha contribuito ad arricchire il dibattito sulle prospettive di sviluppo del settore energetico e infrastrutturale italiano. (ANSA).

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