Legambiente, 'Nature-Based Solutions' per tutelare clima e natura

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(ANSA) - ROMA, 21 MAG - Rigenerare zone umide, paludi e dune, realizzare tetti verdi, rinaturalizzare i corsi d'acqua, ripristinare i pascoli d'alta quota e gli ecosistemi forestali degradati. In un'Italia che arranca nella tutela della biodiversità, una leva strategica per un cambio di passo sono le Nature-Based Solutions (NbS): interventi basati su processi naturali che garantiscono benefici non solo per la conservazione della natura, ma per l'intera comunità in termini di adattamento alla crisi climatica. A ricordarlo è Legambiente che, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità e della Giornata Europea dei Parchi, presenta il Report "Biodiversità a rischio 2026".

Per i boschi e le foreste, secondo Legambiente serve la rinaturalizzazione delle piantagioni monofitiche, la ricostituzione di siepi, fasce ecotonali e radure, la gestione del legno morto e degli alberi habitat, il contenimento della frammentazione infrastrutturale e il rafforzamento della continuità tra foreste, pascoli e sistemi agricoli estensivi.

Per le zone umide l'antidoto sta nel ripristino paludi, lagune, piane alluvionali, dune, estuari e ambienti salmastri costruendo una difesa naturale contro alluvioni ed erosione. Nel contesto costiero e marino, occorre ripristinare praterie sommerse, sistemi dunali, fasce retrodunali, zone di transizione, aree umide costiere.

Il settore agricolo è chiamato a puntare decisamente sull'agroecologia, attraverso l'integrazione di siepi e filari, fasce tampone, inerbimenti, rotazioni complesse, agroforestazione, recupero di zone umide aziendali, suoli ricchi di sostanza organica, tutela degli impollinatori e riduzione degli input chimici.

Infine, nelle aree urbane, infrastrutture verdi e blu, boschi urbani, tetti e corridoi verdi, pareti vegetate, cortili permeabili, alberature, rain gardens diventano pilastri di un'infrastruttura ecologica urbana. (ANSA).

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