L'Italia si rafforza nella blue economy e cleantech

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(ANSA) - MILANO, 04 GIU - L'Italia rafforza il proprio posizionamento nei settori del cleantech, i servizi per ridurre l'impatto ambientale, migliorare l'efficienza energetica e ottimizzare l'uso delle risorse naturali, e della blue economy grazie a un ecosistema di start-up in crescita, competenze diffuse e una consolidata base industriale. È quanto emerge dal Blue Economy Monitor, osservatori promosso da Intesa Sanpaolo in collaborazione con Sda Bocconi School of Management, e presentata oggi nella cornice della Venice Climate Week.

Lo studio ha analizzato un ecosistema imprenditoriale in evoluzione, mediante lo studio di un campione di 485 start-up innovative attive nella transizione ecologica. L'analisi evidenzia un ecosistema giovane e altamente diversificato, distribuito lungo tutta la filiera della sostenibilità. Il comparto più rappresentato è quello dell'energia (30%), con soluzioni che includono idrogeno verde, energie rinnovabili avanzate e sistemi innovativi di accumulo. Seguono le tecnologie digitali abilitanti (27%), come intelligenza artificiale e Internet of Things, l'economia circolare e la gestione delle risorse naturali, incluse iniziative di cattura dell'anidride carbonica e la riduzione delle emissioni (18%), la mobilità sostenibile (9%), l'agritech (8%) e i materiali avanzati e la chimica verde (7%).

"L'Italia dispone di tutti gli ingredienti per diventare protagonista europea della transizione verde e blu," afferma il direttore del Blue Economy Monitor, Francesco Perrini, "una filiera industriale robusta, centri di accelerazione e vantaggi geopolitici unici nel Mediterraneo".

Elisa Zambito Marsala, responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, ha commentato: "Tra i trend emergenti, la Blue Economy ed i Fondali Marini offrono straordinarie potenzialità di crescita per il nostro Paese".

(ANSA).

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