Rapporto Ue, 'nell'Artico persa una superficie di ghiaccio marino pari alla Spagna'

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(ANSA) - BRUXELLES, 30 SET - L'oceano sta cambiando a un ritmo allarmante, con conseguenze dirette per la vita marina, le coste e le comunità di tutto il mondo: è la conclusione principale del decimo rapporto sullo stato dell'oceano, pubblicato oggi dal Servizio di monitoraggio dell'ambiente marino di Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell'Ue. Il rapporto si basa su dati risalenti al 1960 e mostra che, a causa dell'aumento delle temperature, il livello medio del mare è aumentato di circa 4,2 mm all'anno dal 2012.

L'estensione del ghiaccio marino in Artico è diminuita di circa 490.000 km² per decennio tra il 1979 e il 2025. Si tratta di un'area grande quasi quanto la Spagna. Questa perdita comporta un aumento del vento e delle onde, con la conseguenza che circa il 60% delle infrastrutture costiere artiche è diventato vulnerabile all'erosione e all'innalzamento del livello del mare.

I mari regionali europei hanno registrato temperature estreme: il Mediterraneo e il Mar Nero hanno subito ondate di calore marino da record, con temperature superiori di oltre 4,6 gradi alla norma nel 2024.

Le comunità costiere sono diventate più vulnerabili, stando al rapporto. Per i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, il 65% delle loro Zone economiche esclusive complessive ha subito un'accelerazione dell'innalzamento del livello del mare dal 1999 a causa del riscaldamento degli oceani. (ANSA).

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