Star accelera sulla nuova infrastruttura energetica italiana
(ANSA) - NAPOLI, 29 SET - La transizione energetica italiana entra in una fase nella quale la capacità di produrre energia rinnovabile dovrà necessariamente procedere di pari passo con la capacità di conservarla, gestirla e renderla disponibile quando il sistema ne avrà effettivamente bisogno. In questo scenario si inserisce il nuovo quadro definito per il Macse, Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico, destinato a sostenere lo sviluppo degli accumuli di lunga durata.
Il fabbisogno nazionale di nuova capacità di stoccaggio individuato per il 2029 è pari a 16 GWh, secondo il documento predisposto da Terna e approvato dal Mase. La quantità potrà essere successivamente ridotta per tenere conto della capacità che entrerà in esercizio o sarà approvvigionata attraverso altri meccanismi nel periodo precedente alla gara.
Il dato assume particolare rilevanza alla vigilia della seconda asta MACSE, programmata da Arera per il 24 novembre 2026, relativa all'anno di consegna 2029.
Il Macse si inserisce in una trasformazione strutturale del sistema elettrico italiano: la progressiva crescita di fotovoltaico ed eolico rende infatti indispensabile disporre di capacità in grado di assorbire l'energia nei momenti di maggiore produzione e restituirla quando la domanda cresce o la generazione rinnovabile diminuisce.
La prima asta Macse, tenutasi il 30 settembre 2025, aveva già assegnato 10 GWh di capacità, con impianti destinati a entrare in esercizio nel 2028 e un'offerta superiore di oltre quattro volte rispetto alla domanda.
È proprio in questa evoluzione che si inserisce la strategia di Star, che guarda ai sistemi BESS non come semplici infrastrutture di supporto, ma come componenti strategiche di un ecosistema energetico nel quale produzione rinnovabile, accumulo e gestione intelligente dei flussi devono essere progettati in modo integrato. "Il dato dei 16 GWh conferma una direzione ormai chiara: l'accumulo non è più una tecnologia accessoria alla transizione energetica, ma una delle infrastrutture sulle quali si costruirà la stabilità del sistema elettrico italiano", dichiara Mario Palma, Ceo di Star. "La vera sfida sarà trasformare questo fabbisogno in capacità installata, attraverso progetti industriali solidi, tecnologicamente evoluti e collocati nei territori in cui lo storage può offrire il massimo contributo alla rete".
La definizione di un fabbisogno pluriennale e di meccanismi di approvvigionamento a termine offre agli operatori un quadro nel quale programmare investimenti di lungo periodo. Per Star, questo rappresenta un ulteriore elemento a sostegno di una strategia che integra fotovoltaico industriale, sistemi BESS e infrastrutture energetiche dedicate, con l'obiettivo di aumentare la flessibilità del sistema e accompagnare la crescente elettrificazione dei consumi.
"Il futuro energetico non si costruisce soltanto aggiungendo nuova generazione rinnovabile, ma creando la capacità di governarla", conclude Palma. "Con il Macse il Paese sta costruendo gli strumenti per rendere economicamente sostenibile questa evoluzione. Star intende contribuire a questa fase mettendo a disposizione competenze progettuali e industriali capaci di trasformare lo storage in un'infrastruttura concreta al servizio della sicurezza energetica e della competitività nazionale".
La direzione indicata dal nuovo fabbisogno è dunque quella di un sistema nel quale produrre, accumulare e distribuire energia diventano funzioni di un'unica architettura, indispensabile per sostenere la crescita delle rinnovabili e, al tempo stesso, garantire alla rete italiana la flessibilità necessaria ad affrontare i nuovi profili di domanda. (ANSA).
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