Studio Agici, cresce il bisogno di flessibilità per le rinnovabili

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(ANSA) - VICENZA, 23 SET - Entro il 2030 l'Italia potrebbe raggiungere 131 GW di potenza rinnovabile installata e avrà bisogno di circa 122 GWh di capacità di accumulo, di cui 72 da nuova capacità elettrochimica, per gestire la crescente variabilità della produzione da fotovoltaico ed eolico. Lo stima uno studio di Agici sui nuovi modelli di business per lo stoccaggio energetico, presentato a Vicenza nell'ambito della prima edizione di Ssec - Storage & Solar Expo Conference.

Secondo lo studio, la configurazione più redditizia per lo stoccaggio è l'abbinamento tra una batteria e un sito di consumo. Combinando più servizi di flessibilità, il ritorno dell'investimento può superare il 9%. Anche l'integrazione tra fotovoltaico e batterie migliora la redditività rispetto al solo impianto fotovoltaico, seppure in maniera più contenuta.

La domanda di flessibilità è destinata a crescere con la capacità rinnovabile installata: tra il 2022 e il 2025 la potenza fotovoltaica italiana è aumentata del 75% e per raggiungere gli obiettivi del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (Pniec) dovrebbe crescere in media del 12,7% all'anno. Dei 122 Gwh di accumulo necessari, 50 saranno assicurati dai pompaggi idroelettrici esistenti e 72 da nuova capacità elettrochimica, concentrata soprattutto al Sud, in Sicilia e Sardegna, che assorbiranno due terzi del fabbisogno.

"Oggi operatori e clienti si muovono in un quadro molto articolato di tecnologie, mercati e meccanismi di remunerazione.

Lo studio mostra che il rapporto tra rischio e rendimento non è scontato e che proprio l'integrazione tra accumuli, consumi e produzione rinnovabile può aprire le prospettive più interessanti", commenta Marco Carta, ad di Agici. (ANSA).

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