Wwf, 9 manager su 10 pensano che transizione verde rafforza la Ue
(ANSA) - ROMA, 24 SET - L'idea che l'Unione europea debba indebolire le norme ambientali per restare competitiva non trova riscontro tra le imprese europee. È quanto emerge dalla nuova indagine "Beyond Uncertainty", realizzata da GlobeScane e commissionata dal Wwf, che raccoglie le opinioni di 350 dirigenti d'impresa operanti in diversi settori dell'economia europea.
Al contrario, 9 dirigenti aziendali su 10 (91%) ritengono che la transizione verde rafforzi la competitività dell'Unione europea nel lungo periodo. Inoltre, oltre la metà degli intervistati (55%) afferma che i recenti sforzi dell'Ue per la "semplificazione" normativa hanno avuto un impatto negativo o misto sulla propria attività.
La conseguenza più citata è la maggiore incertezza sulla futura direzione delle politiche europee (57%), insieme agli investimenti già sostenuti per adeguarsi alla normativa europea e resi parzialmente inutili dalle successive modifiche normative.
Alla domanda su quali dovrebbero essere le priorità dell'Ue per rafforzare la competitività, le imprese collocano al primo posto politiche e normative prevedibili e coerenti (43%), davanti agli investimenti pubblici e agli incentivi (31%) e all'energia pulita a prezzi accessibili (29%).
I risultati secondo il Wwf "evidenziano una netta distanza tra la spinta attuale dell'Unione europea ad allentare le normative ambientali e di sostenibilità e ciò che le aziende dichiarano di aver bisogno per competere maggiormente. Per i leader aziendali intervistati, dare continuità alla transizione verde europea rappresenta una priorità economica: significa ridurre l'esposizione ai rischi climaticie a quelli generati dalla perdita di biodiversità, rafforzare la sicurezza energetica e dell'approvvigionamento delle risorsee garantire maggiore stabilità dei costi". (ANSA).
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