Le tartarughe d’acqua e di terra, un mondo da scoprire

LA SPIEGAZIONE. Tartarughe di terra e d’acqua: le differenze, l’alimentazione e le regole da conoscere per tutelarle e prendersene cura con l’aiuto del veterinario.

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Le tartarughe sono i rettili più antichi, presenti sulla Terra da duecento milioni di anni. Le specie viventi sono più di 240, molte delle quali sono però in seria minaccia di estinzione, sia per la raccolta indiscriminata di esemplari allo stato selvatico, sia per la distruzione del loro habitat. Le tartarughe possono presentare tra loro differenze sostanziali a seconda della specie. In primis la differenza tra tartarughe di terra e di acqua.

A tutela di queste specie animali è stata redatta la Convenzione di Washington (CITES), firmata nel 1973 da 77 Paesi, tra cui l’Italia, che disciplina il commercio di specie animali e vegetali a rischio di estinzione. Le tartarughe d’acqua passano la maggior parte del tempo in acqua e solo occasionalmente si spostano sulla terraferma, mentre quelle di terra vivono esclusivamente fuori dall’acqua.
La prima differenza evidente è la diversa forma della corazza: a cupola, pesante e spessa nella tartaruga di terra, poiché ha bisogno di una maggiore protezione dagli elementi ambientali e dagli altri animali; più leggera e sottile in quella d’acqua, perché deve essere libera di muoversi nell’ambiente acquatico.

Un’altra sostanziale peculiarità riguarda la forma delle zampe: quelle della tartaruga di terra sono molto robuste, mentre quelle della tartaruga d’acqua sono abbastanza sottili, dritte e con la base palmata.

L’inserimento del microchip è obbligatorio entro il primo anno di vita dell’esemplare e deve essere eseguito da un veterinario autorizzato. Detenere tartarughe senza documenti, o prelevarle in natura, costituisce un reato e comporta denunce, sanzioni penali e multe molto gravi

Le comuni tartarughe d’acqua (Trachemys scripta e sottospecie), in Italia, sono considerate specie esotiche invasive: ne sono quindi vietate la vendita, la riproduzione, l’importazione e l’abbandono in natura.
Ogni esemplare di tartaruga di terra appartenente a specie protette (come le comuni Testudo hermanni, Testudo graeca e Testudo marginata, presenti anche nel nostro territorio) deve possedere un certificato CITES valido. Le nuove nascite in cattività, da genitori già regolarizzati, devono essere denunciate al Servizio CITES dei Carabinieri Forestali entro 10 giorni dall’evento.

L’inserimento del microchip è obbligatorio entro il primo anno di vita dell’esemplare e deve essere eseguito da un veterinario autorizzato. Detenere tartarughe senza documenti, o prelevarle in natura, costituisce un reato e comporta denunce, sanzioni penali e multe molto gravi.

Le tartarughe di terra sono animali prevalentemente erbivori: si nutrono di erbe di campo e verdure a foglia verde, come catalogna, radicchio e scarola. È bene evitare proteine e carboidrati, mentre la frutta va data con parsimonia.Le tartarughe d’acqua, invece, sono carnivore da piccole, diventano poi onnivore e, infine, da anziane diventano principalmente erbivore. Per una corretta gestione, sia alimentare che ambientale, e per le cure di cui necessitano, si consiglia di rivolgersi sempre a un medico veterinario specializzato in animali non convenzionali.

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