Alpini, 50 giovani da tutta Italia per «vivere» l’ospedale da campo
L’ESPERIENZA. Tra Orio e Almenno San Bartolomeo si svolgerà uno dei 15 campi scuola nazionali dell’Ana. Al centro le attività della «sanità alpina».
Lettura 2 min.Sono 15 i Campi scuola dell’Ana organizzati a livello nazionale, uno di questi si svolgerà nella nostra provincia, promosso dalla sezione di Bergamo nel periodo dal 26 luglio all’8 agosto 2026. Vedrà una cinquantina di partecipanti da tutta Italia (ancora qualche posto disponibile: per info [email protected]), che per 15 giorni si cimenteranno in attività speciali in due differenti location: Almenno S. Bartolomeo e Orio al Serio. Requisito: aver partecipato ad altri campi ed essere maggiorenni. «Siamo alla terza edizione del campo avanzato – spiega il responsabile Massimo Bottaro, con cui collaborano Gino de Finis, Maurizio Contini ed Egidio Bellanti – e la novità 2026 è il campo avanzato con la Sanità alpina; per la prima volta, infatti, sperimentiamo la collaborazione della Protezione Civile Ana con attività logistica per l’ospedale da campo Ana e con il Gruppo di intervento medico chirurgico alpino-Gimca. Promuoviamo l’avvicinamento dei giovani alla logistica necessaria all’allestimento dell’ospedale da campo».
Ci sarà una prima fase in cui i ragazzi e le ragazze staranno ad Almenno, dove anni fa ha avuto inizio l’esperienza dei campi scuola, diventata modello per tutta la sezione e associazione; per alcuni giorni i più grandi «convivranno» con i più piccoli, poi i partecipanti si trasferiranno a Orio al Serio, dove monteranno tende per dormire, cucina, docce, oltre al posto medico avanzato (Pma) ovvero un presidio sanitario di emergenza, completamente funzionante; al suo interno si faranno prove pratiche di primo soccorso. «In questa prima esperienza di campo avanzato – continua Bottaro – puntiamo sullo sviluppo di competenze logistiche, oltre alle normali attività come Protezione Civile, lavoro di squadra, topografia, uso radio, marce in montagna, addestramento formale, camminate anche con un bivacco. Le serate saranno arricchite da momenti di testimonianza alpina o di sensibilizzazione civica. Uno degli istruttori del campo sarà anche uno dei volontari che a inizio maggio, durante l’Adunata nazionale degli alpini di Genova, ha contribuito a salvare la vita a un uomo colpito da arresto cardiaco». La parola d’ordine nel campo sarà condivisione tra coetanei, oltre alla conoscenza dei valori alpini. Nel periodo di permanenza si attiveranno i volontari delle varie specialità della Protezione Civile dell’Ana (cinofili, alpinisti, logisti, addetti all’antincendio boschivo, all’attività idrogeologica, droni, informatica e telecomunicazioni) e della sanità alpina che coinvolgeranno i giovani con attività in aula e di pratica sul campo.
L’ospedale da campo nato 40 anni fa
Il Gimca, più spesso noto come ospedale da campo, è nato oltre 40 anni fa, fondato dal dottor Lucio Losapio e dal presidente Nardo Caprioli, all’epoca della creazione della Protezione Civile dopo il terremoto in Friuli. È stato in missione in tutto il mondo, per esempio dopo i terremoti in Armenia, a L’Aquila e Amatrice, lo tsunami in Sri Lanka e l’alluvione in Emilia, le guerre in Kosovo e Albania, il Giubileo 2000 a Roma e il Covid alla Fiera a Bergamo. Conta circa 600 volontari di cui 250 particolarmente attivi; la base logistica occupa 4 capannoni all’interno della caserma Aves del 3° Reggimento Sostegno Aquila ad Orio al Serio, anche per permettere la partenza diretta dell’ospedale «leggero» aviotrasportabile (da caricare su aerei o elicotteri), mentre l’ospedale «maggiore» viaggia solo su gomma o nave. Quando l’ospedale si muove, diventa una cittadella autonoma per poter operare in territori dove è stato tutto distrutto. Durante la fase di impianto, anche il personale sanitario collabora nella costruzione e quando si passa alla fase funzionamento, il personale logistico collabora nelle operazioni che non richiedono competenza sanitaria.
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