Caritas, in dieci mesi aiutate 1.481 persone. Allarme casa e lavoro
I DATI. Il 70% di chi si rivolge ai servizi ha bisogni abitativi, economici o occupazionali. Aumentano donne e giovanissimi. Don Trussardi: «Dati che fanno riflettere.
Lettura 3 min.Uno su due non ha un reddito, tre su dieci sono in condizioni di povertà estrema. Per la maggioranza – il 70% – il bisogno principale è relativo alla casa, alla povertà economica e a problemi occupazionali. Ma a questi bisogni principali se ne affiancano spesso altri, aggravando così il quadro per chi si trova in una situazione di grave marginalità. E, dato che preoccupa, aumentano donne, giovanissimi e psichiatrici.
Il report per la Settimana dei poveri
Sono 1.481 le persone incontrate nei primi 10 mesi del 2026, dal 1° gennaio al 31 ottobre, nei servizi della Caritas diocesana. Docce, Centro diurno Punto Sosta, Centro diurno spazio Irene, dormitorio Galgario, dormitorio Zabulon (aperto dal 27 luglio), dormitorio femminile Madre Teresa di Calcutta: una città nella città che si prende cura di chi è più fragile.
In occasione della 10a Settimana dei poveri, il report della Caritas diocesana entra nel merito di ogni servizio, fornendo dati sul numero di persone incontrate e sul tipo di bisogno intercettato. Casa, lavoro e problemi economici, si diceva. I dati sono chiari: il 48% di chi si rivolge alla Caritas non ha alcun reddito, il 28% è in condizioni di povertà estrema. Pesa soprattutto la mancanza di un impiego. Ma anche quando c’è, spesso non è di «qualità»: infatti, il 5% ha un lavoro irregolare o precario che non gli consente di condurre una vita dignitosa.
Un quadro reso ancor più complicato dal fatto che le problematiche spesso si sommano: in media chi accede ai servizi ha cinque bisogni diversificati. «Sono dati che fanno pensare, che devono farci sicuramente riflettere», premette don Roberto Trussardi, direttore della Caritas diocesana. Riflessione a cui, aggiunge il sacerdote, si deve accompagnare una presa di coscienza: «Questi dati devono dirci che c’è un bisogno sempre più impellente, ma forse è arrivato il momento di capire anche le cause di tutto ciò».
Sui bisogni abitativi, don Trussardi ricorda la partenza «del fondo AbitAzione: a breve si comincerà con i primi colloqui con le famiglie, ci auguriamo che nelle prossime settimane inizierà il percorso vero e proprio».
Il focus sui servizi
Il focus sui singoli servizi mostra un generale aumento delle prestazioni erogate. A partire dal servizio docce: in dieci mesi sono state incontrate 625 persone, raggiungendo quasi il numero del 2025 (642). Aumentano le docce al giorno (33) così come le erogazioni totali (7.230), con una media però di 12 erogazioni a persona (come nel 2025). Da sottolineare per il 2026 il (quasi) raddoppio della presenza femminile: da 34 a 60.
In aumento anche le persone incontrate al Centro diurno Punto Sosta: fino ad ora ne sono arrivate 770, con 10 donne in più nel 2026 (67 contro 57) e 60 presenze medie ad apertura (nel 2025 erano 49). Soprattutto, nel 2026 il 54% delle persone che hanno avuto accesso al Punto Sosta non ha residenza: un dato che conferma la scarsa accessibilità ai servizi e ai diritti delle persone incontrate. L’8%, vale a dire 45 persone, ha invece un’occupazione «che tuttavia è precaria o in nero e non gli consente di poter avere un livello di vita al di sopra della soglia di povertà assoluta».
Donne in aumento
Traiettoria analoga quella del Centro diurno Spazio Irene, dedicato alle donne. Si registra un aumento delle persone che frequenta il servizio: 62 al 31 ottobre, contro i 51 del 2025, per un totale di 565 fruizioni (578 nel 2025), in media 9 a testa. Le donne sono in maggioranza italiane, con un’età media di 46 anni, sono di 18 cittadinanze diverse e il 26% è priva di una residenza.
Restando tra i servizi femminili, il dormitorio Madre Teresa di Calcutta ha erogato fino ad ora 2.486 notti, superando le 2.450 del 2025. Aumentata pure la permanenza media: da 52 a 64 notti. Numeri che dimostrano la crescente difficoltà in «uscita»: l’equipe del dormitorio, insieme al Centro di ascolto diocesano, lavora dove possibile (il 31% non ha infatti una residenza) con i servizi sociali e con gli Ambiti territoriali per trovare nuove soluzioni . Il dormitorio, spiegano dalla Caritas, è infatti «una soluzione preziosa di “riparo” dalla strada ma non può in alcun modo rappresentare un alloggio».
Un concetto ribadito da don Trussardi: «Se i nostri dormitori devono ospitare persone per più tempo vuol dire che c’è più gente in strada. E noi miracoli non li facciamo. Per una donna, stare in strada è molto più faticoso. È vero che i posti da 9 sono aumentati a 14, però anche la richiesta è aumentata».
I dormitori maschili
In linea con il 2025 i numeri del dormitorio Galgario. Nel 2026 sono state offerte 13.870 notti, con 471 uomini accolti (610 nel 2025). Va detto che, in questo caso, i numeri non possono variare più di tanto, dato che lo spazio può accogliere al massimo 52 uomini a notte. Nel 2026, in media, ne ha accolti 46 a notte per un totale di 29 notti a ospite.
Qui, uno dei fattori che impedisce il «salto» è l’alta incidenza di persone senza residenza, il 56%. Quindi si fatica a «costruire progetti di uscita dalla strada senza poter avere un servizio sociale di riferimento». L’età media è 40 anni, ma se il 48% degli stranieri ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, il 62% degli italiani ha invece tra i 45 e i 64 anni. Con bisogni e necessità anche molto differenti.
La tenuta lavorativa
In 97 giorni di apertura il dormitorio Zabulon ha invece accolto 15 uomini per 573 notti (in media 38 notti a persona). L’età media degli uomini è di 49 anni e, ad oggi, si registra una quasi parità tra stranieri e italiani. Anche per loro, la residenza è un problema importante (per il 40%). E la quasi totalità è disoccupato.
«Le fasce che ci preoccupano di più sono i giovanissimi (18-25 anni), le donne e gli psichiatrici, tutti in aumento», spiega il direttore della Caritas. Che sottolinea anche il tema della «tenuta lavorativa»: difficile mantenere un lavoro per chi «fa uso di sostanze o di alcol, dorme all’esterno e ha problemi psichiatrici».
© RIPRODUZIONE RISERVATA