È la terza estate più calda di sempre: il picco l’8 luglio con massima a 37,8°
METEO ROVENTE. La temperatura media giornaliera è stata pari a 25,97°: il primato resta quello dei 26,08° medi del 2003, e a seguire i 26,06 del 2022. Sono esplose le notti tropicali.
Lettura 2 min.A un soffio dal record. Che l’estate 2026 sia stata rovente, pochi dubbi: uno di quei periodi destinati a rimanere impressi nella memoria collettiva, qualcosa come la nevicata del 1985. Ma, almeno a Bergamo, non è stata la stagione più calda di sempre, ma la terza: peggio era andata, seppur di pochissimo, nel 2003 e nel 2022. È l’impressione che si ricava mettendo in fila i dati delle centraline Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) presenti in città, dalle quali si ottiene uno «storico» che parte dal 1993.
Il confronto con le estati più calde di sempre
Prendendo a riferimento l’«estate meteorologica», che per convenzione include gli interi mesi di giugno, luglio e agosto, nel 2026 la temperatura media giornaliera è stata pari a 25,97 gradi: il primato resta quello dei 26,08 gradi medi dell’estate 2003, e a seguire i 26,06 dell’estate 2022. La distanza è comunque lievissima, ma basta poco per intuire la portata del cambiamento climatico anche a queste latitudini: lungo una «sequenza» di 34 anni, otto delle dieci estati più bollenti sono tutte concentrate nell’ultimo decennio. Oltre al già citato podio, a completare la top ten ci sono, nell’ordine, il 2019 (25,61 gradi), il 2018 (25,47), il 2024 (24,89), il 2017 (24,72), il 2015 (24,71), il 2023 (24,70) e il 2025 (24,32).
Il picco l’8 luglio
Il picco recente è stato toccato l’8 luglio 2026, quando a fronte di una media giornaliera di 29,3 gradi si sono raggiunti i 37,8 gradi di massima (per massima, in questo caso, s’intende una temperatura mantenuta per un’ora): in città solo una volta ci si era spinti più in là, con i 38,5 gradi di massima riportati il 27 giugno 2019.
«In altre parti d’Italia l’estate di quest’anno è stata invece la più calda da quando sono disponibili serie storiche – approfondisce Daniele Berlusconi, meteorologo di 3bmeteo.com –: è capitato ad esempio a Torino e in alcune zone della Toscana e della Sicilia. Il 2003 è stato un episodio estemporaneo, mentre ora le estati così torride stanno diventando la norma: probabilmente, proseguendo con questo trend, in futuro non considereremo il 2026 come un anno fuori scala». E ormai, anche ragionare sulla media storica rischia di offrire una lettura solo parziale del fenomeno. Sempre tenendo come parametro-guida la temperatura media giornaliera della città, dal 1993 al 2025 le centraline Arpa (posizionate in via Stezzano, via Goisis e via Maffei) consegnavano una media estiva pari a 23,53 gradi: quest’anno ci si è attestati circa 2,5 gradi al di sopra.
«Le notti tropicali»
Di pari passo sono «esplose» le notti tropicali, ossia quelle giornate nelle quali la temperatura minima non scende mai al di sotto dei 20 gradi, nemmeno la notte: tra giugno e agosto 2026 è capitato 49 volte, solo nel 2024 (53 volte) e nel 2018 (51) accadde più spesso. Ma, nuovamente, è il confronto di medio periodo a dare conto dei radicali mutamenti del clima: tra il 1993 e il 2025 in media le notti tropicali erano 26-27 l’anno, ormai si procede quasi verso il raddoppio della frequenza.
Cambia dalla prossima settimana
Non è certo il calendario a fermare l’afa. «L’estate farà ancora un colpo di coda – spiega Berlusconi –. Anche in questi giorni le temperature massime si mantengono sopra i 30 gradi, mentre le minime faticano a scendere sotto i 20. Tra venerdì e domenica dovrebbe esserci un ulteriore aumento, che porterà a punte di 33-34 gradi in pianura, molto significative per il periodo di settembre». Quando si potrà respirare? «Qualcosa dovrebbe cambiare nel corso della prossima settimana – conclude il meteorologo –: si attendono dei “movimenti” in Europa, con la discesa di correnti più fresche e un deciso calo delle temperature, ma con tempi e modalità ancora da definire nel dettaglio».
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