Famiglie accoglienti, in tre anni gli affidi
sono cresciuti del 39%
POLITICHE SOCIALI. Sono passati da 57 agli attuali 79. Riguardano anche i minori stranieri non accompagnati. Numeri in calo nelle comunità. Su L’Eco di Bergamo due pagine di approfondimento
Cresce in modo significativo il ricorso all’affido familiare a Bergamo. Un aumento che racconta non solo numeri, ma un cambiamento culturale e una risposta concreta della comunità a bisogni sempre più complessi. La medaglia ha infatti una doppia faccia: da un lato aumentano le fragilità familiari, dall’altra cresce però la risposta del territorio.
Nel 2025 sono stati 1.186 i minori complessivamente seguiti dai Servizi sociali del Comune.
I dati
Nel 2025, su 1.186 minori seguiti complessivamente dai Servizi sociali del Comune di Bergamo, sono stati attivati 79 affidi, di cui 12 affidi di minori stranieri non accompagnati (Msna). Il trend è chiaro: nel 2022 gli affidi erano 57, scesi leggermente a 54 nel 2023, per poi salire a 64 nel 2024 (includendo i primi affidi di Msna per un totale di 9) fino alla crescita ulteriore del 2025. In tre anni, l’aumento complessivo è di circa +39% rispetto al 2022, passando da 57 affidi agli attuali 79. Ancora più marcato il dato sull’ultimo anno: tra 2024 e 2025 l’incremento è di circa +23%, segno di un’accelerazione significativa nel ricorso a questo strumento.
Su 79 affidi, 12 riguardano minori stranieri non accompagnati (erano 9 nel 2024)
Il focus Msna
Particolarmente significativo è il dato relativo ai minori stranieri non accompagnati: gli affidi a loro dedicati passano da 9 nel 2024 a 12 nel 2025, con una crescita del +33%, a conferma di uno strumento ancora recente (è stato appunto introdotto nel 2024) ma in rapida espansione.
Questo tipo di affido, attivo sul territorio solo da pochi anni, rappresenta una delle innovazioni più importanti nel sistema di accoglienza. Parallelamente, infatti, diminuisce infatti il ricorso alle comunità per minori per quanto riguarda proprio i Msna. Dopo il picco del 2023 (486 inserimenti), i numeri sono in costante calo: 358 nel 2024 fino ai 311 del 2025, con una riduzione del -36% rispetto al 2023. Un segnale chiaro di come l’affido familiare stia diventando una valida alternativa ai percorsi istituzionalizzati.
In calo i Msna in comunità: dai 358 del 2024 ai 311 del 2025, con una riduzione del -36%
«L’aumento degli affidi deve essere interpretato in modo positivo, perché riflette una risposta concreta di accoglienza da parte della comunità. Questo bisogno nasce dal fatto che le fragilità familiari sono aumentate e, allo stesso tempo, diventano sempre più evidenti. Tuttavia, il riscontro positivo è che esistono soluzioni per affrontare queste difficoltà attraverso l’accoglienza e l’impegno della comunità – sottolinea Sara Modora, responsabile del Servizio affidi del Comune di Bergamo –. Si tratta di bambini che necessitano di una nuova opportunità, e fortunatamente ci sono famiglie disposte a intraprendere un percorso con loro».
L’accoglienza
L’affido, infatti, non sostituisce la famiglia d’origine, ma si affianca ad essa, offrendo al minore un contesto accogliente e stabile. Un principio che vale ancora di più per i ragazzi stranieri soli, spesso segnati da esperienze difficili e da un forte desiderio di autonomia.
«L’affido consente di sperimentare una quotidianità familiare accogliente e protettiva»
«Il nostro Paese si impegna ad accoglierli, non solo in comunità, ma anche attraverso percorsi di affido familiare – continua Modora – Questa realtà rappresenta una grande sfida, considerata la diversità culturale che contraddistingue questi ragazzi. Si tratta di un processo ancora in evoluzione, nel quale siamo impegnati come operatori per sviluppare modelli innovativi di accoglienza. Non possiamo imporre a questi giovani, spesso già vicini all’età adulta, un modello di “famiglia chioccia”, soffocandone i desideri di autonomia e autodeterminazione. Al contrario, è necessario sostenerli nel loro forte desiderio di costruirsi un futuro autonomo, lavorare e restituire alle loro famiglie d’origine quanto ricevuto, poiché, anche se lontana, per loro la famiglia rimane un punto di riferimento importante».
I progetti
Proprio per rafforzare questo modello, il Comune di Bergamo ha avviato percorsi di formazione come «Trame di accoglienza», rivolti a famiglie, cittadini e operatori che si concluderà alla fine del mese di aprile. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per affrontare in modo consapevole i percorsi di affido e mentoring, attraverso un approccio multidisciplinare che tiene insieme aspetti psicologici, culturali, educativi e giuridici.
«L’affido consente al minore di sperimentare una quotidianità familiare accogliente e protettiva, mentre il mentoring si configura come una relazione di accompagnamento e orientamento – spiega l’assessore alle Politiche sociali Marcella Messina –. Relazioni educative competenti e continuative possono fare la differenza nel favorire benessere e inclusione». Accanto all’affido, infatti, cresce anche il ruolo del mentoring: una relazione di guida tra un adulto e un giovane, una relazione di fiducia che aiuta quest’ultimo a orientarsi tra scuola, lavoro e vita sociale. A Bergamo, questa pratica è ormai consolidata e coinvolge 87 cittadini, anche grazie a progetti come il Community Matching promosso da Unhcr con Ciac e Refugees Welcome Italia.
Approfondisci l’argomento nelle due pagine dedicate sull’edizione de L’Eco di Bergamo di domenica 19 aprile
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