In gara al torneo di burraco c’è Lea, quasi cento anni con la passione per le carte
LA CURIOSITA’. L’evento si è tenuto all’oratorio di Sforzatica Sant’Andrea: si è classificata 16a su 50.
Non è mancato lo stupore nei numerosi partecipanti al torneo di burraco organizzato sabato sera 18 aprile nel salone dell’oratorio di Sforzatica Sant’Andrea, a Dalmine, quando si sono trovati al tavolo dei giocatori una signora che tra poche settimane spegnerà ben cento candeline.
Lea Valcavi, residente in città, a Bergamo, ha partecipato l’altro ieri al suo primo torneo di burraco in assoluto. L’ha fatto «alla faccia» della sua carta d’identità, lasciandosi convincere dalla nipote Paola Bozzano, che conosce bene la passione per le carte della nonna e, non ha appena ha saputo del torneo organizzato nel suo paese, ha voluto che la nonna non si perdesse questa bella opportunità. Premiata con un fiore in quanto partecipante più anziana al torneo, la signora Lea, che ha giocato in coppia con la sessantacinquenne Marinella Suardi, ha ottenuto un risultato non da poco: con l’altra signora, si è classificata sedicesima su un totale di cinquanta coppie partecipanti.
«Quando abbiamo saputo del torneo di burraco organizzato per la prima volta all’oratorio di Sforzatica, mia figlia si è attivata subito per convincere la nonna a partecipare», riferisce il figlio di Lea, Paolo Bozzano, che ha seguito con il giusto pizzico di compiacimento le sfide a carte di sabato sera della mamma.
Premiata con un fiore in quanto partecipante più anziana al torneo, la signora Lea, che ha giocato in coppia con la sessantacinquenne Marinella Suardi, ha ottenuto un risultato non da poco: con l’altra signora, si è classificata sedicesima su un totale di cinquanta coppie partecipanti
La prima volta
Lea non aveva mai partecipato a un torneo, nonostante abbia da tempo la passione per il gioco del burraco. «Gioca almeno da una quarantina d’anni: prima faceva parte dell’Ordine dei Cavalieri della polenta, gruppo che ha poi abbandonato per motivi di età. Ha sempre continuato comunque a giocare volentieri in tutte le occasioni di ritrovo di famiglia, come succede con i pranzi del sabato o della domenica. Ha insegnato a giocare anche a figli e nipoti».
E il figlio non manca di far notare che «si diverte tanto a giocare, ma – sottolinea – le piace anche vincere». Il prossimo 12 giugno Lea compirà cento anni tondi, due giorni dopo verrà festeggiata da tutta la famiglia. «È ancora lucidissima – prosegue il figlio Paolo –. Ha qualche problema a camminare perché una dozzina di anni fa era stata investita da un’auto: dopo quel fatto non è molto salda sulle gambe, usa il bastone o, in casa, il girello per muoversi meglio – conclude il figlio – . Ma la testa funziona benissimo e lo dimostra benissimo quando gioca a carte».
La vita di Lea
La signora Lea è rimasta vedova quand’era ancora giovane. Nel novembre scorso ha perso anche il compagno degli ultimi venticinque anni di vita. Vive con una signora che la accudisce nella sua casa del quartiere Valtesse, in città. «Noi stiamo con lei nel fine settimana e la accompagniamo quando deve fare la spesa o delle commissioni», spiega ancora Paolo.
Con il suo maglioncino rosso e il sorriso dietro cui nascondeva l’emozione di debuttare a un torneo alla soglia del secolo di vita, la signora Lea sabato sera ha stupito tutti quanti all’oratorio di Sforzatica. «Lei si è molto divertita – fa sapere il figlio –: se sarà possibile, dopo questa prima volta, tornerà a partecipare al torneo anche nei prossimi anni».
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