Isolamento e quarantena, cosa sapere
I tempi e i modi - Il vademecum

La circolare del ministero fa chiarezza sui diversi casi. Le misure se si risulta positivi o «contatto stretto» di un contagiato: ecco cosa fare.

Il virus continua a correre e lo fa ovunque trovi terreno fertile, ovvero persone da infettare: fuori casa (nonostante le precauzioni che dovrebbero valere ovunque), ma soprattutto in famiglia, dove le barriere protettive inevitabilmente cadono e si è molto più esposti a ricevere infezioni da un parente stretto. D’altronde i focolai domestici sono quelli che si sviluppano di più e più rapidamente (da qui, anche il divieto di visita ai familiari non conviventi nelle zone rosse).

Come fare, dunque, se qualcuno della nostra famiglia è stato a contatto con una persona positiva? Quando scattano la quarantena fiduciaria e l’isolamento? Chi ne è soggetto? E, soprattutto, come ci si deve comportare sul lavoro o con i figli? Le casistiche sono innumerevoli e anche per questo si è generato un comprensibile smarrimento nella popolazione sui corretti comportamenti da tenere. Il ministero della Salute ha provato a fare chiarezza attraverso una circolare che raggruppa tutti i casi possibili e le regole da seguire.

Proviamo dunque a rispondere alle domande più frequenti.

1 Come facciamo a sapere se siamo entrati in contatto con una persona positiva?

Dovrebbe avvertirci l’Ats, ma considerati i problemi legati al contact tracing, è più probabile che sia il contatto positivo a comunicarcelo. A quel punto, dobbiamo avvisare il nostro medico curante.

2 Cosa dobbiamo fare dopo aver accertato il contatto stretto con una persona positiva?

I contatti stretti asintomatici, secondo la circolare del ministero, devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima volta che hanno visto la persona risultata positiva, anche senza effettuare il tampone.

3 Ci sono alternative?

Si può osservare un periodo di quarantena di soli 10 giorni, però in questo caso occorre un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno, per il termine della quarantena. Anche se si facesse il tampone due giorni dopo l’inizio della quarantena, si dovrebbero comunque aspettare 10 giorni prima di uscire di casa.

4 Cos’è previsto per un familiare convivente di una persona che è entrata in contatto con un soggetto positivo?

Non sono previste né la quarantena né l’esecuzione di test diagnostici, a patto che non vi sia stato alcun contatto diretto con il caso confermato, ma solo con persone che hanno avuto contatti con lui.

5 Quando, però, potrebbe scattare la quarantena?

La quarantena scatta se il familiare che ha avuto un contatto stretto con il caso positivo al coronavirus risulta anche lui infetto.

6 Cosa succede se ci sottoponiamo al tampone ed è positivo?

In quel momento scatta l’isolamento. Ci dovremo dunque separare anche dalle persone che vivono insieme a noi. Se siamo positivi asintomatici, dobbiamo aspettare 10 giorni e rifare un nuovo tampone, che dev’essere molecolare e non rapido. Se è negativo, possiamo uscire, se è positivo dobbiamo stare a casa per altri 7 giorni e rifare il tampone. Dopo 21 giorni di isolamento complessivo con il tampone sempre positivo, si può uscire.

7 E se abbiamo sintomi, anche lievi?

Dobbiamo rifare il tampone molecolare dopo 10 giorni, di cui almeno tre passati senza sintomi. Se l’esito è negativo, possiamo uscire. Se i sintomi persistono e si aggravano, può essere necessario il ricovero in ospedale. Il ministero della Salute raccomanda inoltre di eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili o a rischio di complicanze, oltre a prevedere accessi al test differenziati per i bambini. In altre parole, se la persona A risulta positiva e nei giorni precedenti ha visto la persona B, la persona B dovrà osservare la quarantena. Se prima dell’inizio della sua quarantena la persona B ha visto la persona C, la persona C non dovrà osservare quarantena a meno che B nel frattempo non sia risultato positivo. Ciò vuol dire che se dobbiamo osservare un periodo di quarantena perché un nostro contatto stretto è risultato positivo al tampone, nessuno dei nostri familiari dovrà mettersi a sua volta in quarantena, né tantomeno i loro contatti più stretti. Lo stesso principio vale per la scuola: se la classe di nostro figlio è in quarantena perché un suo compagno è positivo, noi siamo liberi di uscire.

8 Come funziona la App Immuni?

Per supportare il contact tracing, la circolare del ministero della Salute promuove anche l’uso della app Immuni, scaricata al momento da circa 10 milioni di italiani. Se Immuni rileva un contatto a rischio, invia una notifica a chi, nei giorni precedenti, è stato a stretto contatto con la persona positiva per più di 15 minuti. È però necessario che la persona positiva abbia Immuni sullo smartphone e che scelga di segnalare la sua positività quando le viene comunicata. Nel caso di ricezione della notifica, l’app invita a seguire le indicazioni sulla quarantena.

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