La guerra spinge i prezzi. Per le famiglie rincari fino a 900 euro all’anno
IL CAROVITA. L’inflazione annua ora è al 3%, il doppio di quella di marzo. Maglia nera per trasporti ed elettricità. I consumatori: «Servono tutele».
Lettura 2 min.È lì da vedere, lo certificano i numeri. Scoppiata la guerra in Iran, sono scoppiati i rincari. In attesa di capire se la tregua sarà davvero rispettata, c’è però un conto da pagare: il dato locale più recente, quello relativo al mese di maggio, certifica che il tasso d’inflazione annua in provincia di Bergamo è arrivato al 3%, quasi raddoppiato rispetto all’1,6% che si registrava a marzo, appena dopo l’inizio dell’escalation. Per trovare un valore più alto occorre sfogliare il calendario sino all’agosto del 2023 (4,7%), quando ancora si stava assorbendo il primo impatto del conflitto in Ucraina.
I numeri
Sono i nuovi dati dell’Istat, disaggregati anche su scala locale, a scandire la progressione dei rialzi. A gennaio 2026, in tempo di pace apparente nell’area del Golfo, il tasso d’inflazione annua era allo 0,9%: una prima avvisaglia s’è avuta a febbraio, col balzo all’1,6% (ma l’attacco degli Stati Uniti e di Israele è avvenuto il 28 di quel mese, quindi evidentemente i mercati avevano già fiutato le tensioni), a marzo si è restati sorprendentemente fermi all’1,6%, poi ad aprile si è saliti al 2,4%. Infine, ecco il consolidamento. Può essere utile, vista anche la coincidenza temporale, rileggere cosa accadde nel 2022. La Russia invase l’Ucraina a fine febbraio, ma la spirale dei prezzi si era già innescata per via della ripresa post-pandemica: a febbraio 2022 in Bergamasca la variazione annua era al 4,8% e a maggio raggiunse il 5,9%. Ci fu, in altri termini, un incremento di 1,1 punti percentuali, un passo più lento rispetto a oggi: il picco venne poi toccato a novembre 2022, in concomitanza con l’avvento della stagione fredda (l’accensione del riscaldamento), quando l’inflazione annua si spinse sino al 10%.
La geografia dei prezzi
Secondo la consueta stima che l’Unione nazionale dei consumatori traccia sulla base delle fluttuazioni dell’Istat, oggi una famiglia media bergamasca si trova a spendere 899 euro in più all’anno per colpa dell’inflazione. Bergamo è al 16° posto tra le province italiane e, al pari di Como e Brescia, al 1° posto tra quelle lombarde. Milano si ferma a +854 euro (lì l’inflazione annua è al 2,8%), in vetta alla graduatoria nazionale ci sono invece Rimini (+1.042 euro), Udine (+1.036 euro) e Bolzano (+1.033 euro).
Cosa rincara di più
Ma cosa trascina all’insù il carovita orobico? Stando all’Istat, i rincari colpiscono particolarmente i costi legati all’utilizzo dei mezzi di trasporto (+9,9% anno), l’elettricità e il gas (6,9%), i servizi di ristorazione (+6%), i canoni d’affitto (+4,8%).
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