Lo sfogo di una 83enne di Bergamo: «Costretta a togliere la bandiera della pace»
LA LETTERA. Una residente di 83 anni contesta la decisione del condominio di via Broseta in città. «La bandiera della pace non può essere considerata un elemento di disturbo: continuerò a tenerla esposta».
Lettura 1 min.«Non voglio fare polemica ma sono triste e arrabbiata perché ritengo che la bandiera della pace non debba creare disturbo a nessuno, invece nell’ultima assemblea condominiale sono stata invitata indirettamente a toglierla dal mio terrazzo». Carla Carissimi ha 83 anni, abita in un condominio in via Broseta 80/A e da moltissimi anni espone il vessillo sul suo terrazzo al primo piano su un affaccio interno al cortile, senza che questo abbia mai creato disturbo fino all’ultima assemblea condominiale di fine giugno, quando è stata approvata questa decisione a maggioranza.
«Si discute in merito ad alcune criticità riguardanti lo stato del decoro dell’edificio – si legge nel verbale dell’assemblea – conseguente l’attuale esposizione su alcuni balconi di arredi vari, oggetti, bandiere e stendardi. A mezzo del presente verbale vengono invitati i responsabili delle situazioni sopra riportate a ripristinare i rispettivi balconi in modo accettabile, al fine di evitare i conflitti personali, nonché tutelare uno stato estetico accettabile del fabbricato». Una decisione che la residente ritiene «una grave limitazione della mia libertà personale e del diritto di manifestare il mio pensiero, garantito dalla Costituzione».
«Trovo singolare che in un momento storico così delicato, un simbolo di pace possa essere trattato come elemento di disturbo o degrado»
Per questo ora Carla sta comunque continuando a lasciare esposta sul suo terrazzo la bandiera della pace. «È su un affaccio interno – specifica – e, quindi, non altera in alcun modo il decoro architettonico del palazzo. Poi in questo momento in cui ci sono tante guerre che continuano e non c’è un attimo di pace mi sembra giusto tenerla esposta». «Inoltre – conclude –, ritengo che dobbiamo insegnare ai ragazzi di essere rispettosi della pace e esporre questa bandiera non dovrebbe dar fastidio a nessuno. Trovo singolare che in un momento storico così delicato, un simbolo di pace possa essere trattato come elemento di disturbo o degrado».
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