Il Presidente Mattarella alla Messa del Vescovo Beschi: gradita sorpresa a Villa Madonna a Siusi

L’INCONTRO. Il Capo dello Stato con la famiglia ha partecipato alla funzione religiosa nell’albergo della Diocesi di Bergamo in Alto Adige. Ha accolto l’invito di don Minuscoli. Al termine il cordiale saluto tra i due. Nell’omelia appello alla responsabilità. Tutto l’articolo su «L’Eco di Bergamo» in edicola lunedì 24 agosto.

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Siusi allo Sciliar

Si salutano come due vecchi amici, con un largo sorriso stampato sul volto e una stretta di mano vigorosa. Come due saggi che conoscono bene la sofferenza che popola il mondo e l’animo umano, e quanto sia difficile riuscire a far qualcosa per arginarla, nel cuore e nello spirito come nella politica che determina le scelte di un Paese.

Un incontro semplice

Quello tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, è un incontro «semplice», ma proprio per questo ha la forza di qualcosa che lascia un segno. Avviene al termine della Messa vespertina che monsignor Beschi ha celebrato nella serata di domenica 23 agosto nella cappella che sorge nel giardino di Villa Madonna, l’hotel che la Diocesi di Bergamo gestisce a Siusi, e che dista qualche centinaio di metri da Villa Ausseres, quella in cui (per il secondo anno consecutivo) il Capo dello Stato ha deciso di trascorrere le proprie vacanze, ospite del Corpo degli Alpini.

L’idea viene a don Enrico Minuscoli, economo della Curia di Bergamo e direttore dell’hotel «bergamasco», che l’8 agosto scorso prende carta e penna e scrive direttamente a Mattarella, ben sapendo che poco più in là ha casa il Presidente. Scrive, don Minuscoli, della presenza a Villa Madonna del Vescovo per alcuni giorni di vacanza e data la conoscenza che c’è tra i due «sarebbe una gioia immensa poter pregare insieme», oltre che un’occasione per salutare monsignor Beschi che tra qualche mese lascerà la Diocesi di Bergamo avendo compiuto i 75 anni d’età previsti dal Diritto Canonico come limite del mandato episcopale. Non era la prima volta che don Minuscoli tentava l’impresa, ma questa volta «il colpo» va a segno.

Tutto l’articolo del direttore Alberto Ceresoli sulla copia digitale de L'Eco di Bergamo

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