Minaccia di gettarsi dalla finestra a scuola a Bergamo, salvata dai carabinieri: «In noi ha trovato dei papà» - Foto e video
IL RACCONTO. L’intervento dei militari dell’Arma al First Campus di via Sant’Antonino, nella mattinata di lunedì 25 maggio: la giovane sta bene. Il brigadiere Fabio Licandro della sezione Radiomobile: «Era seduta sul ballatoio al secondo piano. L’ho chiamata per nome, avvicinandomi gradualmente, lei si è fidata e mi ha abbracciato forte».
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«In un modo di prestazioni, dove i giovani mostrano un’apparente forza nascondendo molte fragilità, questa ragazza ha avuto il coraggio di chiamarci e in noi ha trovato dei papà». Non nascondono l’emozione, e la soddisfazione per l’intervento riuscito, i carabinieri del comando provinciale di Bergamo che, nella mattinata di lunedì 25 maggio, hanno salvato una giovane studentessa delle scuole superiori, in procinto di gettarsi dalla finestra al secondo piano del First Campus di via Sant’Antonino, in centro a Bergamo.
«Era seduta sul ballatoio»
«L’ho chiamata per nome, grazie alle istruzioni della centrale operativa, avvicinandomi gradualmente»
Sono stati attimi di grande paura, in cui hanno giocato un ruolo chiave la prontezza e la sensibilità dei militari dell’Arma, tanto quelli della centrale operativa, al telefono con la ragazza per costruire un legame di fiducia, quanto quelli della sezione radiomobile, intervenuti sul posto. Determinante, nella delicata situazione di pericolo, l’azione del brigadiere Fabio Licandro, che ha afferrato la studentessa, mettendola in sicurezza: «Era seduta sul ballatoio al secondo piano, minacciando di buttarsi - riferisce il carabiniere -. L’ho chiamata per nome, grazie alle istruzioni della centrale operativa, avvicinandomi gradualmente, lei si è fidata e mi ha abbracciato forte, piangendo. Nell’affidarla ai soccorritori, le facevo i complimenti per averci contattato, per aver trasmesso e comunicato le sue fragilità all’operatore di centrale. Lei ha continuato ad abbracciarmi. E questo forse è stato il ripago più grande».
La chiamata al 112 e l’immediato intervento
Stando alle ricostruzioni, erano circa le 10,30 quando la giovane, allontanatasi dall’aula in cui stava facendo lezione, ha chiamato il 112, annunciando il suo intento suicida, a causa delle preoccupazioni scolastiche. Un gesto che sarebbe stato motivato dall’ansia per le imminenti verifiche e per l’esame di Maturità. Ricevuto l’allarme, gli operatori della centrale operativa Giordano Cusano e Andrea Fadini - entrambi appuntato scelto con qualifica speciale - hanno attivato la macchina dei soccorsi: sul posto si sono precipitati, in pochi minuti, i colleghi del radiomobile - in particolare il brigadiere Licandro e l’appuntato scelto Gianluca Libro -, oltre ai vigili del fuoco e ai soccorritori con un’ambulanza della Croce Bianca e l’automedica.
Portata in ospedale, sta bene
«Ha avuto fiducia nelle forze dell’ordine, mettendoci nelle condizioni di intervenire con successo»
Grazie al pronto intervento la giovane è stata individuata al secondo piano, nei pressi delle scale d’emergenza, e quindi allontanata dalla finestra e messa in sicurezza. Soccorsa sul posto, è stata poi trasportata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, per accertamenti: ora sta bene, circondata dai suoi familiari. «Per rispetto delle fragilità della studentessa non rilasciamo dichiarazioni sull’accaduto», fanno sapere dalla scuola. «Il coraggio di questa ragazza - commenta il capitano Massimiliano Corbo, comandante dei carabinieri della compagnia di Bergamo - ha permesso di scongiurare il peggio. Ha avuto fiducia nelle forze dell’ordine, mettendoci nelle condizioni di intervenire con successo».
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