(Foto di Colleoni)
IN SEMINARIO. Presentata l’edizione 2026 del Cre, dal titolo «Bella Fra» e dedicata alla figura di San Francesco. L’invito del Vescovo: «Vivete la speranza nel vostro servizio e nell’amicizia con gioia». Lo spettacolo sul palco.
«Ognuno di voi animatori è un ambasciatore di pace, la pace è un dono da chiedere, desiderare, sperare. Per ognuno di voi c’è un dono di pace che, quando lo troverete, non dimenticherete più. È un dono che riempie i cuori anche di chi sta nei Paesi straziati dalla violenza. Anche se lo dimentichiamo, lo tradiamo, è un dono che non ci lascia». Sono le parole che il Vescovo Francesco Beschi ha rivolto agli animatori in occasione della presentazione del Cre 2026.
Ma la pace è anche una scelta: «In questo mondo di forza e potenza – ha continuato monsignor Beschi – scegliamo la pace, non siamo degli illusi. Noi vogliamo immaginare e praticare la pace nella vita quotidiana, a scuola, nello sport. Non sono un ingenuo, immagino e mi impegno per la pace lì dove sono. La pace costa cara ma non rinuncio. Abbiamo un infinito bisogno di pace». Il Vescovo ha ricordato le parole di Papa Leone XIV: «Con la mitezza che è vera forza e che suscita tanta opposizione, il Papa dall’Africa ci dice che il cuore di Dio è straziato ma ci guarda e vede in noi la speranza. Cercate di vivere la speranza nel vostro servizio e nell’ amicizia con gioia».
Il Vescovo ha salutato i giovani con le parole «Bella Fra», titolo Cre 2026. «Bella Fra» sarà infatti il saluto che risuonerà negli oratori di tutta la Diocesi quest’estate, accompagnato dall’incrocio delle mani, come fanno i giovani: cinque, dorso, pugno. Sabato sera in Seminario si è svolta una delle quattro presentazioni, prove generali ognuna con un migliaio di animatori del Cre 2026.
«Il Cre per voi inizia stasera con la presentazione di balli, dei canti e del tema. Quest’anno davvero fantastico – ha detto don Gabriele Bonzi, direttore dell’Ufficio pastorale dell’Età evolutiva –: per la prima volta il Cre non è dedicato a valori, concetti o esperienze, ma a una storia, quella di Francesco d’Assisi. Nel Cre cercheremo di intrecciare la storia iniziata 800 anni fa con la nostra storia, per voi una sfida da tentare con i ragazzi che vi saranno affidati». Tra gli ospiti della serata in prima fila con il Vescovo, il presidente del Csi Bergamo Gaetano Paternò e Giovanni Berera della Fondazione Bernareggi.
Sul palco è stata messa in scena la storia del Santo, scandita in quattro capitoli, che caratterizzeranno le quattro settimane del Cre. Il primo dedicato ai «sogni» da scoprire nel proprio cuore e seguire, ma i sogni si realizzano solo se condivisi nella «fraternità». I fratelli e sorelle di Francesco lavorano insieme, collaborano, fanne del bene, in fondo come già agiscono animatori e animatrici del Cre. Ed il sogno di chi è fratello e sorella è la pace, a cui Francesco teneva moltissimo.
Allora il lupo umano diviene metafora del tempo che stiamo vivendo: la violenza, la minaccia che causano le ferite del mondo e diffondono paura, angoscia, rabbia. Il pericolo di oggi è la paura dell’altro che si può sconfiggere, come insegna Francesco, con il dialogo e responsabilità. Come? Facendo casa, ascoltandosi, diventando strumenti di pace perché si possa gridare: «È scoppiata la pace!». Nella quarta settimana il tema che accompagnerà i ragazzi sarà la lode: «Francesco – ha sottolineato don Gabriele Bonzi –, è capace di vedere negli occhi di Dio il suo amore». Tutto è motivo di lode per dire «grazie».
I ragazzi sul palco danno vita alle parole di San Francesco che confessa di essere stato salvato dalla povertà e dai poveri e della contemplazione del crocefisso di San Damiano. L’invito rivolto a tutti è di fare spazio al silenzio per ascoltare la parola di Dio, per affidargli una preghiera, un desiderio per questo Cre 2026. «Dio ci chiede – ha aggiunto don Bonzi –: ripara anche tu la mia casa. Ho bisogno di te. Possiamo riparare il nostro piccolo pezzo di mondo, che è anche il vostro oratorio. Quest’estate fisseremo gli occhi su Francesco e lì scopriremo Gesù e la gioia che ricerchiamo».
Infine il Vescovo ha ricevuto come dono la tradizionale maglia del Cre nell’edizione speciale con la scritta «Uno di noi». La serata di presentazione sarà trasmessa da BergamoTv il 25 aprile alle 21 e il 26 alle 16.
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