Rsa, rette più care del 17% in 4 anni: «Aumentati i costi, servono sostegni»
LA FOTOGRAFIA . La tariffa giornaliera media è arrivata a 76,50 euro. La Fnp Cisl: necessari accorpamenti tra strutture e un maggior contributo dalla Regione. I gestori: rincari a macchia di leopardo, pesano bollette e rinnovi contrattuali.
Lettura 1 min.Le Rsa bergamasche sono strette tra costi in aumento e famiglie sempre più in difficoltà. Secondo il «Report Rsa» di Fnp Cisl Lombardia e Bergamo, basato su dati di Regione, Ats e gestori, in provincia la retta media giornaliera è salita dai 65,18 euro del 2021 ai 76,50 del 2025: +11,32 euro, pari al +17,4%, l’incremento più alto in Lombardia. Solo tra 2024 e 2025 l’aumento è stato di circa 3 euro al giorno, cioè 90 euro al mese e quasi 1.100 euro l’anno.
I numeri delle Rsa bergamasche
Le 69 Rsa bergamasche dispongono di 6.302 posti accreditati, di cui 5.417 contrattualizzati; coprono il 2,61% degli over 65, sotto la media regionale del 2,85%. Calano però le domande in lista d’attesa, da 19.580 nel 2024 a 14.198 a fine 2025.Per la Fnp Cisl il nodo principale resta quello delle rette, ormai difficili da sostenere per molte famiglie e, in caso di impossibilità a pagare, destinate a pesare anche sui Comuni.
Il sindacato chiede un aumento del contributo regionale, interventi sulla non autosufficienza, economie di scala, possibili accorpamenti delle strutture più piccole e investimenti energetici. I gestori riconoscono le difficoltà, ma sottolineano che gli aumenti non sono uniformi: pesano soprattutto rinnovi contrattuali, carenza di personale e rincari di gas ed elettricità. Per le associazioni delle case di riposo servono più risorse regionali e strumenti per sostenere un sistema che, in molti casi, fatica a chiudere i bilanci in pareggio.
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