Ztl e navette, Città Alta attende la rivoluzione: «Ma servirà chiarezza»

MOBILITÀ . Accolte positivamente le nuove misure. Residenti e commercianti: «Bene la sperimentazione. Bisogna semplificare l’accesso e ridurre il traffico».

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Tra chi vive e lavora quotidianamente in Città Alta prevale un «atteggiamento prudente» ma «generalmente favorevole», dopo il cambio delle regole annunciato mercoledì da Comune e Atb, in vigore dal 21 giugno. Il concetto che ritorna più spesso è semplice: «Ben vengano tutte le misure che possono contribuire a ridurre il traffico e a rendere più semplice l’accesso», anche se restano «diversi interrogativi sulle modalità pratiche, sui permessi, sulla comprensione delle regole da parte dei visitatori e sull’efficacia delle navette».

Il doppio provvedimento, pensato per le domeniche e i giorni festivi, introduce la Ztl continua dalle 10 alle 24 e navette gratuite tra Colle Aperto e i grandi parcheggi periferici (gratuiti) allo stadio, in via Carducci e alla Celadina: in questo modo Palazzo Frizzoni punta ad alleggerire viale Vittorio Emanuele dall’assedio di auto che, nei festivi e con la bella stagione, accompagna da anni l’accesso a Città Alta.

L’obiettivo di rendere «più semplice, sostenibile e ordinato» l’accesso trova consensi. «Tutto ciò che può migliorare gli afflussi è positivo – osserva Tomaso Ghilardi, presidente della Cooperativa Città Alta, che gestisce il Circolino –. Mi sembra un buon modo per sperimentare. Serve una comunicazione chiara, precisa e puntuale. Quando è stato aperto il parcheggio della Fara si erano creati parecchi fraintendimenti. Anche per i residenti sarà fondamentale avere regole chiare sullo smarcamento delle targhe per gli ospiti».

«Le novità mettono ordine agli accessi. È un investimento importante e può essere utile soprattutto ai bergamaschi».

Sulla portata del doppio provvedimento si sofferma Robi Amaddeo, consigliere comunale, titolare del ristorante Mimmo, che ricorda come con il nuovo sistema di parcheggi, inaugurato nel 2024 col Parking Fara, Città Alta sia sempre aperta per chi parcheggia nelle strutture adibite e per questo risultava anacronistico mantenere l’apertura della Ztl dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 24: «Le novità mettono ordine agli accessi. È un investimento importante e può essere utile soprattutto ai bergamaschi. Bisogna spiegare bene che esiste una possibilità diversa e soprattutto gratuita per salire a Città Alta, senza peraltro l’obbligo di consumare in un locale, mentre oggi è molto diffusa l’idea che venire quassù costi un patrimonio».

I lavoratori: nodo parcheggi

Laura Pedretti, farmacista in via Gombito, guarda con curiosità alle novità: «Sono interessata a capire come funzioneranno concretamente le navette – spiega –. Vengo a piedi da via Baioni, spesso salgo e scendo anche due volte al giorno. Per chi lavora qui la questione della mobilità e dei parcheggi è molto concreta. Da tempo penso che servirebbe una soluzione strutturale simile a quelle adottate in alcune località turistiche. Una funicolare collegata a un parcheggio multipiano, magari al Campo Utili, potrebbe rappresentare una risposta efficace nel lungo periodo».

Il tema della chiarezza ritorna più volte. «Siamo uno dei pochi posti con una Ztl sempre aperta, se si parcheggia in struttura, ma la gente non l’ha capito», aggiunge Roberto Nava, fruttivendolo sulla Corsarola. «Città Alta è forse più aperta di prima e più frequentata che mai – osserva Miri Shano, del Caffè Cittadella –. Personalmente però da tre anni non vivo più qui, dopo oltre 20, e sto meglio».

Patrizia Perani, del negozio Okam, racconta che «salgo e scendo spesso a piedi e mi rendo conto che il tema degli accessi è ancora complicato. Nei fine settimana c’è un vero fiume umano, peraltro non proporzionale agli affari. Molte persone non capiscono come arrivare e quali siano le regole. Servono chiarezza e anche eventi e iniziative capaci di attrarre un pubblico interessato». Roberta Ciriello, del negozio Revolution Group, spiega che «lavoriamo tantissimo con i turisti stranieri, io ho il parcheggio ma il tema di sosta e accessi è da sempre sentito».

I residenti: Città Alta cambiata

Tra i residenti storici, emerge la percezione di un cambiamento netto, come racconta Renato Ghezzi: «Vivo qui da 80 anni, purtroppo Città Alta è stata svenduta al turismo e al commercio. Sono all’ordine del giorno schiamazzi, maleducazione, poca attenzione verso chi qui continua a vivere». Miriam Vergani, residente sui Colli, riferisce che «nei fine settimana ormai non esco quasi più, forse questa doppia novità potrà migliorare la situazione, anche perché molti visitatori finivano per parcheggiare negli stalli destinati ai residenti. Per vent’anni Città Alta è stata una sorta di isola felice. Dopo il Covid è cambiato tutto. Oggi facciamo fatica a riconoscerla».

La critica di Fratelli d’Italia

In attesa del 21 giugno, s’è aperto anche il dibattito politico. La consigliera di minoranza Ida Tentorio (Fratelli d’Italia) parla di «trovate estemporanee, che rischiano di far male a Città Alta, ai residenti, al turismo e alle attività commerciali» e annuncia che «a breve presenteremo le nostre proposte sul traffico, mettendo al centro decoro della città, tutela della salute, vivibilità dei quartieri e soprattutto libertà».

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