È morto don Mazzi, fondatore della comunità Exodus e sempre tra gli «ultimi»

IL LUTTO. Don Mazzi, molto noto anche per le sue frequenti apparizioni in tv, aveva 96 anni e aveva fondato una comunità per il disagio giovanile che portava avanti da 40 anni. «I ragazzi difficili, mi hanno salvato», diceva spesso.

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Milano

La scomparsa di don Antonio Mazzi è avvenuta oggi alle ore 17 a Milano all’età di 96 anni, annuncia Exodus che ringrazia tutta l’Equipe medica, infermieri e personale specializzato del Centro Cardiologico Monzino di Milano e dell’Ospedale Alto Vicentino di Santorso, che nel corso degli anni lo hanno seguito.

«Ci lascia un vuoto incolmabile» dice la Fondazione precisando che don Mazzi, se ne è andato «circondato fino all’ultimo dall’affetto dei suoi ragazzi e degli educatori». Per oltre quarant’anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus, «trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità.

Tutta la comunità di Exodus si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l’intera vita all’accoglienza e all’educazione».Don Antonio Mazzi lascia un vuoto incolmabile non solo nella grande famiglia di Exodus, ma nell’intero panorama del sociale italiano. È una delle figure più rappresentative del Terzo Settore, un innovatore nell’ambito delle politiche di welfare e un punto di riferimento istituzionale nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile.

Chi era don Antonio Mazzi

Nato a Verona nel 1929, don Antonio ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a «scartare». Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: un’avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la «Carovana Exodus», diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua - ricorda Exodus - non è mai stata un’opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall’emarginazione.

Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, don Antonio Mazzi non si è limitato a fare il sacerdote: «è stato, prima di tutto, un padre. Ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile». Anche per questo Exodus riferisce che “come desiderio di don Antonio, per chi lo desiderasse può trasformare il proprio omaggio in un aiuto concreto per i suoi ragazzi, sostenendo le comunità di accoglienza e i progetti educativi, attraverso una donazione a favore di Fondazione Exodus don Antonio Mazzi Ets, collegandosi in homepage o alla pagina dedicata del sito ufficiale Exodus». (www.exodus.it)

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