Ticket, per 670 prestazioni nuove tariffe di rimborso
SANITÀ . In vigore per visite ed esami. Il ministero: «In media aumento di 1,5 euro l’anno sui non esenti». I consumatori: per molti crescita del 5,8%.
Lettura 2 min.Dopo mesi di polemiche, sono entrate in vigore le nuove tariffe per visite ed esami nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. Si tratta delle tariffe riconosciute e rimborsate alle strutture per l’erogazione di tali prestazioni, ma avranno un impatto anche sui ticket pagati dai cittadini come compartecipazione alla spesa. L’impatto sui cittadini sarà limitato secondo le rilevazioni del ministero della Salute, che stima in media un aumento di 1,5 euro all’anno sui cittadini non esenti. Si dicono invece preoccupate varie associazioni, poiché per un certo numero di prestazioni il ticket subirà comunque un rincaro andando a gravare sulle famiglie.
La Conferenza Stato-Regioni
Dopo l’intesa raggiunta lo scorso luglio in Conferenza Stato-Regioni, il nuovo decreto sulle tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica aggiorna, al rialzo, le tariffe di 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, visite ed esami diagnostici, e 222 codici del nomenclatore dell’assistenza protesica, su un totale di 1.063 voci.
La spesa aggiuntiva sarà sostenuta dal Servizio sanitario e dalle Regioni, ma una quota impatterà appunto sui cittadini non esenti. Sulla base delle stime ministeriali, si pagheranno circa 27 milioni di euro di ticket in più all’anno. Chi ha una esenzione per reddito, patologia o età non viene toccato dall’adeguamento dei ticket, e la revisione riguarda comunque solo una parte del tariffario. Il tetto massimo del ticket ordinario rimane a 36,15 euro (ovvero il tetto relativo a quanto un cittadino può pagare per esami e visite prescritti su una ricetta) e le tariffe restano invariate per 8 prestazioni su 10.
Gli esami di laboratorio
Non ci sono inoltre incrementi per le visite di controllo e gli esami di laboratorio, solo il prelievo aumenterà di 50 centesimi. Gli aumenti, afferma l’associazione Codici-Centro per i diritti del cittadino, riguardano ad esempio l’agoaspirato della mammella (da 31,25 a 36,50 euro), la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma (da 33,60 a 38 euro), la prima visita specialistica base, come quella endocrinologica, ginecologica o ortopedica (da 25 a 26 euro). Ed ancora, un aumento di costo, sottolinea l’associazione, riguarda pure diagnostica vascolare (+52,5%), biopsia (+16,8%), elettromiografia (+13,3%) e prelievi (+12,8%). «Fortunatamente la maggior parte delle prestazioni più comuni resta invariata, tuttavia per molti pazienti si profila un possibile aumento per un impatto medio pari al +5,8%», afferma il segretario Ivano Giacomelli. «Non è questa - commenta - la strada da perseguire per migliorare il Ssn».
Esprime «preoccupazione» per l’impatto di tale operazione sui ticket anche Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva: «In un contesto socioeconomico molto fragile, per le famiglie è infatti un elemento in più che non va sottovalutato. Non è inoltre chiaro - sottolinea - se tale operazione possa avere esiti ed impatti diversi sui cittadini a seconda del territorio in cui risiedono, perché alcune Regioni potrebbero far pesare in misura diversa tali aumenti sulle tasche dei pazienti».
Una lunga polemica
Le nuove tariffe arrivano dopo una lunga polemica. Nel 2024 il ministero ha introdotto per decreto un nuovo tariffario unico e di valenza nazionale, aggiornando i rimborsi. I laboratori privati accreditati hanno però dato vita ad un’accesa protesta sostenendo che per diverse prestazioni gli importi dei rimborsi erano troppo bassi e rivolgendosi al Tar che, nel settembre 2025, ha annullato il decreto dando al ministero un anno di tempo per rivedere gli importi.
La misura ha una specifica copertura nella legge di Bilancio 2026, che ha vincolato 100 milioni di euro per il 2026 e 183 milioni annui dal 2027 all’aggiornamento delle tariffe.
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