Alla Fiera dei Librai pagine e incontri per tornare a costruire relazioni vive: si apre sabato sul Sentierone

LA KERMESSE. Sabato 18 aprile la manifestazione trasformerà il centro in una libreria a cielo aperto. Rocchetti: la scommessa è lasciare il segno in chi partecipa. Terzi: programma ricchissimo per dare a tutti l’occasione di avvicinarsi alla lettura.

Per Carlos Ruíz Zafón «i libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro». Ma è altrettanto vero che leggere sposta la prospettiva, la inclina, la mette in discussione. «Un libro ti cambia sempre, anche quanto non ti accorgi. È questa la scommessa silenziosa della Fiera dei Librai: lasciare un segno, piccolo o grande, in chi partecipa», sottolinea Daniele Rocchetti, direttore artistico della manifestazione del settore più longeva d’Italia (67 edizioni) che dal 18 aprile al 3 maggio trasformerà il centro cittadino in una grande libreria a cielo aperto.

Sul Sentierone oltre 50.000 titoli, un calendario che supera i 130 incontri con autori di rilievo nazionale e internazionale e una proposta che incrocia discipline, generi, linguaggi: una città intera che, per due settimane, torna ad allenare lo sguardo attraverso le storie.

«Non è solo quantità, però: è una qualità diffusa, trasversale, che abbraccia narrativa, saggistica, poesia e nuove forme di racconto. Che vuole parlare a giovani e a meno giovani. Che vuole interrogare, provocare pensiero, attivare connessioni. Perché il libro non è solo oggetto, è incontro, scambio, dialogo», osserva ancora Rocchetti, anima della rassegna promossa da Confesercenti Bergamo, dalle librerie indipendenti aderenti a Li.Ber, l’associazione dei librai bergamaschi, e dal Sindacato italiano librai (Sil) insieme al Comune di Bergamo.

L’immagine guida scelta per il 2026, riassunta dallo slogan «Volti a leggere», invita a considerare la lettura come esperienza trasformativa: un modo per sottrarsi alla semplificazione degli algoritmi, restituendo profondità allo sguardo e complessità al giudizio. Leggere diventa così un gesto di libertà e di resistenza.

L’inaugurazione è fissata per sabato 18 aprile alle 10 allo Spazio Incontri A2A nel cortile della biblioteca Caversazzi, seguita dal tradizionale taglio del nastro alle 11 nella tensostruttura sul Sentierone. Il programma si presenta ricco e plurale. Tra gli ospiti più attesi figurano Walter Veltroni, Melania Mazzucco, Daniele Mencarelli, Dacia Maraini e Veronica Raimo per la narrativa, mentre il versante della saggistica e dell’attualità vedrà protagonisti, tra gli altri, Marta Cartabia, Mario Calabresi, Giovanni Floris, Nando Dalla Chiesa e Marco Damilano. Non mancheranno approfondimenti storici (Anna Foa e Gad Lerner) e scientifici (Silvio Garattini, Massimo Polidoro, Telmo Pievani).

L’edizione 2026 introduce novità significative, a partire dalla rassegna «Voci del Novecento», curata da Luca Pinelli, che esplorerà l’eredità letteraria di Christa Wolf, Alba de Céspedes e Marguerite Yourcenar. Un’altra innovazione è rappresentata dai 17 concerti-reading ospitati nel chiostro di Santa Marta e in quello di Santo Spirito. La partecipazione a tutti gli incontri è gratuita. Per informazioni e prenotazioni: www.fieradeilibrai.it.

Per Antonio Terzi, presidente di Confesercenti Bergamo e di Li.Ber, la Fiera «quest’anno fa un ulteriore salto di qualità e le prenotazioni già arrivate lo dimostrano, come pure l’aggancio con il Salone del Libro di Torino, che a maggio ospiterà una presentazione della nostra Fiera dei librai». Certo, non è un percorso in discesa: «La crescita delle vendite nei primi mesi del 2026 è dovuta soprattutto al bonus ministeriale da 60 milioni destinato alle biblioteche - spiega Terzi -. Senza, il trend sarebbe leggermente negativo». Ma l’obiettivo della Fiera dei librai resta uno: «Rimettere il libro al centro e dare a tutti l’occasione di avvicinarsi alla lettura con un programma ricchissimo».

Per Rocchetti «la Fiera non espone soltanto: costruisce relazioni». Lo confermano i dati dello scorso anno: 12.000 presenze agli incontri e quasi 170.000 passaggi, oltre a 850 LiberCard sottoscritte. «A Bergamo – chiosa il direttore artistico - le storie diventano casa comune: una casa aperta, inclusiva, sorprendente, dove ogni lettore può trovare qualcosa di sé».

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