Integrazione Film Festival, vincono il corto «A.O.C. Appellation d’origine contrôlée» e il documentario «Maka»

IFF 2023. I vincitori delle due categorie della 17a edizione sono stati annunciati nella serata di sabato 13 maggio al cinema Lo Schermo Bianco del polo Daste di Bergamo. Ecco tutti i riconoscimenti. La manifestazione si conclude domenica 14 maggio.

Il corto «A.O.C. Appellation d’origine contrôlée» di Samy Sidali (Francia 2021, 18’), sull’integrazione vista dagli occhi dei bambini in Francia, in un cortocircuito tra burocrazia e ironia, e il documentario «Maka» di Elia Moutamid, sulla straordinaria storia di Geneviève Makaping, la prima giornalista nera in Italia a diventare caporedattrice, sono i film vincitori delle due categorie (corto e documentario) della 17a edizione di IFF - Integrazione Film Festival, annunciati nella serata di sabato 13 maggio al cinema Lo Schermo Bianco del polo Daste di Bergamo (via Daste e Spalenga 13).

«Bellissimo vedere tanti giovani»

Il festival, organizzato da Cooperativa Ruah e Lab 80 film, dà appuntamento all’anno prossimo. Queste le parole del direttore artistico Amir Ra: «Sono molto felice e grato per i risultati raggiunti in questa 17a edizione di IFF Integrazione Film Festival, una rassegna che continua a coinvolgere il pubblico sensibilizzando sul tema dell’integrazione. Questo importante riscontro e partecipazione, oltre a renderci orgogliosi, ci fa tornare in mente quanto è stato seminato nelle passate edizioni, quante scoperte e quante nuove luci nel panorama cinematografico attuale. È bellissimo vedere in sala il pubblico giovane, che ha ormai la possibilità di accedere a tutto l’universo digitale, ma che spesso non ha troppa familiarità con la sala. Il successo riscontrato in questa edizione di IFF, soprattutto nell’anno in cui Bergamo e Brescia sono capitali della cultura, ci fa ben sperare per il futuro di questa rassegna cinematografica che da sempre apre le sue porte a chi crede e spera in una narrazione diversa di questi tempi, plurale e inclusiva».

Altri riconoscimenti

Le giurie selezionate sono formate da critici, docenti universitari, appassionati di cinema e rappresentanti delle associazioni che partecipano al festival e che in primo luogo si spendono per l’organizzazione della rassegna con l’obiettivo di allargare l’orizzonte e il metro di giudizio, accettare una visione plurale della realtà. Il festival ha quindi così assegnato gli altri riconoscimenti: la Menzione Speciale Basso Sebino a «The Stupid Boy» di Phil Dunn (Regno Unito 2022, 15’), il Premio alla Migliore Interpretazione a «Tria» di Giulia Grandinetti (Italia 2022, 17’) e la Menzione Speciale dell’Università di Bergamo «Inclusione della diversità» a «Cementerio de coches» di Miguel Ángel Olivares (Spagna 2023, 8’). Infine, il Premio del Pubblico a «A Night of Riots» di Andreas Sheittanis (Cipro 2022, 14’).

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«A.O.C. - Appellation d’origine contrôlée»

Il Premio al Miglior Cortometraggio è andato a «A.O.C. - Appellation d’origine contrôlée» di Samy Sidali (Francia), con la seguente motivazione della giuria presieduta da Davide Marchesi. «Amalgama con maestria ed efficacia diversi modi di fare cinema per presentare la tematica trattata con ironia e in modo diretto e credibile, evidenziandone contemporaneamente anche le caratteristiche assurde e meno scontate, con un’alternanza fra narrazione in stile documentaristico (o mockumentaristico, in questo caso) e momenti comici e surreali. Le ottime interpretazioni di tutto il cast rafforzano un lavoro di scrittura, regia e fotografia già di per sé di alto livello qualitativo. Così, il soggetto del film, l’ennesimo corto-circuito sociale che emerge dall’incontro/scontro di burocrazia amministrativa, società civile e individualità e co-esistenza nell’integrazione fra diverse culture, viene affrontato in modo elaborato, non banale, ma anche con leggerezza e sensibilità. Un film originale, che diverte e fa riflettere, realizzato con grande esperienza e consapevolezza dell’arte di fare cinema».

«Maka»

Il Premio al Miglior Documentario è andato a «Maka» di Elia Moutamid (Italia) con la seguente motivazione della giuria presieduta da Fred Kuwornu. «Un documentario contemporaneo, nello stesso tempo locale ed universale. Un lavoro complesso tra archivi, etnografia e autobiografia, dove il regista è in grado di tenere a galla tutti i piani grazie ad una narrazione non scontata e alla semplicità di un messaggio portato con chiarezza. Apprezzabile e coraggioso il tentativo esplicito di ribaltare le regole del gioco anche nel cinema del reale: questa nostra Italia che ha più facce, esemplificata infine in lei, Geneviève, che ne porta in sé varie, con la città sullo sfondo, riflesso già di molte culture in dialogo. Anche occasione di una sorta di dialogo interiore sull’identità che porta alla chiusura: “io sono tante cose, una donna dalle identità multiple!” “E voi? Vi siete mai sforzati di essere l’altro?”».

«Cementerio de coches»

Per la prima volta al festival, la Menzione Speciale dell’Università degli studi di Bergamo «Inclusione della diversità», inserita nell’omonimo progetto universitario di Public Engagement, ha premiato «Cementerio de coches» di Miguel Ángel Olivares (Spagna). La giuria, composta dagli studenti e le studentesse, ha così motivato la scelta: «Per l’imponente forza comunicativa del racconto, che riesce a celare il dramma nell’integrità dell’amicizia fra i due bambini protagonisti. Per il riuscito stridente contrasto fra l’autenticità e la fresca delicatezza dei sentimenti dei piccoli e la violenza o l’amara rassegnazione degli adulti, sullo sfondo di un contesto degradato, disfatto, dove convivono il gioco e la paura. L’ingenua, istintiva, curiosa inclusione dei due piccoli risulta perdente, per ora, ma lascia una potente traccia di bellezza, forse di speranza, non circoscritta a quel cimitero di macchine».

«The Stupid Boy»

La Menzione Speciale Basso Sebino è andata invece a «The Stupid Boy» di Phil Dunn (Regno Unito). «Per avere dimostrato che, nelle varie forme della diversità, un abbraccio è capace di affrontare le difficoltà e cambiare il corso delle cose verso un... lieto fine», ha dichiarato la Giuria.

In «Tria» le migliori interpreti

Il Premio alla Migliore Interpretazione va alle attrici Irene Casagrande, Anastasia Almo e Sofia Almo, che interpretano le tre sorelle in «Tria» Giulia Grandinetti (Italia). Con le parole dei giurati «per aver restituito un’interpretazione intensa e vigorosa, complessa e inquieta, del sentimento del tradire e del sacrificio. Un racconto tragico e visionario che, attraverso le voci delle protagoniste, viene fuori in tutta la sua potenza, dimostrando la capacità delle tre interpreti di unire impegno e poesia. Il film, infatti, racconta il tradimento come una forma di protesta nei confronti della società, della famiglia, della natura stessa. E questa ribellione trova nelle tre attrici protagoniste il punto focale di un’opera che coniuga la bellezza formale con la profondità emotiva di un racconto sulla fragilità delle paure umane».

Per la prima volta, il festival si è avvalso della collaborazione del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università degli Studi di Bergamo. Il Festival è finanziato dalla Fondazione Cariplo in collaborazione con Fondazione della Comunità Bergamasca. In occasione della nomina di Capitale Italiana della Cultura 2023 per Bergamo e Brescia, l’Integrazione Film Festival collabora con il festival di Brescia, AFROBRIX, affine per tematiche, nel tentativo di sensibilizzare la collettività al tema dell’intercultura attraverso diverse forme d’arte, offrendo maggiori opportunità e spazio ai più giovani.

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Palmarès vincitori: premi e sinossi

Miglior Cortometraggio: «A.O.C. - Appellation d’origine contrôlée» di Samy Sidali (Francia). Latefa e i suoi due bambini Walis e Ptissam francesizzano i loro nomi nel momento in cui ottengono la cittadinanza francese, consigliati da un’amministrazione piena di buone intenzioni. Affrontano questa singolare prova con ironia e leggerezza, poco prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Miglior Documentario: «Maka» di Elia Moutamid (Italia). Il difficile viaggio e la vita in Italia della scrittrice, giornalista e antropologa Geneviève Makaping. Condividendo l’esperienza, come prima caporedattrice nera in Italia, “Maka” alza la voce contro la narrazione mediatica degli immigrati e offre un’analisi evocativa sul legame tra sessismo e razzismo in Italia.

Menzione Speciale Basso Sebino: «The Stupid Boy» di Phil Dunn (Regno Unito). Ambientato in una Londra attanagliata dal terrorismo suprematista bianco, dove due mondi si scontrano, quando un adolescente neurodiverso incontra un uomo in missione suicida.

Premio alla Migliore Interpretazione: «Tria» Giulia Grandinetti (Italia). In una Roma distopica è in vigore una legge che non permette alle famiglie straniere di avere più di tre figli. Se un quarto figlio è in arrivo, dovrà nascere, ma tuttavia uno degli altri dovrà essere ucciso, dando la precedenza alle femmine a essere sacrificate. Zoe, Iris and Clio sono tre sorelle, ma una di loro verrà uccisa presto.

Menzione Speciale UniBG Inclusione della diversità: «Cementerio de coches» di Miguel Ángel Olivares (Spagna). Ruben e Asïr, due grandi amici, si incontrano tutti i pomeriggi per giocare a calcio in una discarica di automobili. Un giorno come un altro, Ruben aspetta il suo amico, ma scopre con sorpresa che è stato picchiato a causa del razzismo. Il sostegno incondizionato che Rubén offre ad Asïr riflette la più pura amicizia, anche se il peggio deve ancora venire.

Premio del Pubblico: «A Night of Riots» di Andreas Sheittanis (Cipro 2022, 14’). Durante una rivolta nelle strade di Cipro, un uomo di origini arabe cerca riparo nella casa di una famiglia. Tuttavia, realizza presto che la sua vita è probabilmente più in pericolo dentro la casa piuttosto che fuori nelle strade con i manifestanti.

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