( foto Dario Giovannini)
ROCK. Lo spettacolo multimediale «Paint it black» ricostruisce una stagione cruciale e drammatica della storica formazione: dalla morte di Brian Jones al concerto di Altamont nel 1969. Una vicenda narrata con musica e ricordi in scena il 23 ottobre al Druso.
Lettura 1 min.Ranica.
I giorni difficili della più grande band di rock’n’roll del pianeta raccontati attraversi voci, suoni e visioni, pezzi leggendari rivisitati in chiave acustica. «The Rolling Stones – Paint It Black» è uno spettacolo multimediale - in scena il 23 ottobre al «Druso» di Ranica (inizio ore 21.30; ingresso 20 euro) - che rimescola le carte di un’epoca lontana tra canzoni indimenticabili e ricostruzioni storiche di una stagione importante e drammatica.
La vicenda narrata parte dalla misteriosa morte di Brian Jones, il 3 luglio del 1969, e si chiude mesi dopo con la tragedia di Altamont del 6 dicembre dello stesso anno. Durante l’ultimo concerto del tour americano, uno degli Hells Angels, membro del club di motociclisti ingaggiati per la sicurezza, accoltella e uccide il diciottenne afroamericano Meredith Hunter. Per Mick Jagger e compagni il momento è tragico, per più d’un motivo.
Musicista, scrittore, storico del rock, Ezio Guaitamacchi ha scritto il testo, suona ed è voce narrante, accanto ci sono la cantante Brunella Boschetti, Andrea Mirò, direttore musicale dello show, il cantautore blues Folco Orselli. La serata è promossa dal sodalizio «Noi&Springsteen». «La formula è rodata», spiega Guaitamacchi. «Per due stagioni abbiamo portato in giro “Un uomo chiamato Bob Dylan” e l’anno scorso messo in scena “Jim Morrison – Fantasie di un poeta rock”, sempre con Davide Van De Sfroos».
«Stavolta al centro ci sono i Rolling Stones fotografati in un momento fosco della loro leggendaria avventura. La storia inizia con la morte di Brian Jones, un caso misterioso, irrisolto; continua con il concerto gratuito ad Hyde Park dove Jagger declama versi di Shelley dedicati all’amico scomparso. I Rolling non suonavano da mesi. Sul palco debutta Mick Taylor a pochi giorni dalla morte di Jones. Poi la band parte per l’America tra litigi, problemi vari e una fortissima crisi finanziaria. Cambio di line-up e di manager, tradimenti, amori tormentati: sono mesi turbolenti che di fatto consentono agli Stones di recuperare due milioni di sterline. Il tour si conclude tragicamente ad Altamont con la morte di un ragazzo proprio sotto il palco. Il tour comunque ebbe molto successo, una tournée anomala con i prezzi dei biglietti alle stelle. Diciamo che la morte di Brian Jones e la tournée successiva aprono la strada ai nuovi Rolling Stones dominati dal duopolio Jagger-Richards. Mick ha 25 anni, è il cantate e frontman del gruppo, scrive i testi delle canzoni, gestisce la band in toto e ne è l’immagine».
Lo stile dello spettacolo, il cast sono in buona misura confermati, stavolta però c’è anche Orselli, ottimo scrittore di canzoni bluesy. «È un grande talento che non ha avuto il successo che avrebbe assolutamente meritato – dice Guaitamacchi –. Ottimo musicista, l’abbiamo scelto per interpretare il road manager degli Stones. Mentre io racconto la vicenda, lui impersona Sam Cutler, il testimone diretto che fa da contraltare nella narrazione. Lui è quello che ha visto tutto: con la sua testimonianza rende più vera e accattivante la storia».
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