Generazione How, la startup di Treviglio che «insegna» alle aziende come parlare ai giovani
IL PORTALE. Inaugurato il 27 aprile, presenta le offerte di lavoro parlando più chiaramente alla Gen Z.
Lettura 2 min.La carenza di personale e, soprattutto, la mancanza di profili adeguati da assumere, è una delle piaghe che tocca tutte le aziende bergamasche. Il problema è noto da anni e si moltiplicano le iniziative sul territorio che puntano a eliminare il mismatch, ovvero il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro ma, nonostante gli sforzi, la questione resta sul tavolo di tutti i responsabili del personale e non solo.
L’idea di due giovani ventenni
Danny Longhi e Nicolas Ricardi, due giovani bergamaschi di 24 e 26 anni, però, credono che la questione debba essere affrontata da un punto di vista differente. «Le aziende manifatturiere del nostro territorio fanno cose straordinarie ma non riescono a parlare con la nostra generazione - spiegano -. Non è un problema di stipendi o di benefit, è un problema di codice, di linguaggio, di racconto».
Da qui nasce l’idea di creare una piattaforma - «Generazione How» - un luogo virtuale in cui le aziende si possono raccontare nel modo giusto e soprattutto capace di portare questo messaggio nei luoghi più seguiti: i social che la Gen Z guarda davvero.
«Le aziende manifatturiere del nostro territorio fanno cose straordinarie, ma non riescono a parlare con la nostra generazione. Non è un problema di stipendi o di benefit, è un problema di codice, di linguaggio, di racconto».
È così che Longhi e Ricardi fondano la startup NextGen e progettano un portale web dove le aziende che cercano personale possono avere la propria scheda, raccontata con il «linguaggio dei giovani». Sfogliando «Generazione How» il cambio di comunicazione è evidente: ogni impresa è presentata con poche righe, i contatti per seguirla sui profili social sono immediati e intuitivi e oltre ai video di chi ci lavora il processo di selezione viene descritto chiaramente e con il dettaglio dei giorni che passeranno dall’invio della candidatura alla fase di colloquio. Nessun «le faremo sapere», i tempi sono certi, i passaggi chiari.
Quattro le aziende partner che stanno inaugurando il progetto: la Tav Vacuum Furnaces e la Diachem di Caravaggio, la Taramelli di Bonate Sopra e la Fresh Ways di Treviglio.
Ogni pagina ha poi un video che spiega cosa succede nei primi 90 giorni di lavoro e raccoglie le testimonianze di chi lavora in azienda da anni. Prima ancora di candidarsi l’utente scopre quali sono gli elementi che completano lo stipendio: welfare, orario, strumenti operativi, ore di formazione. Infine, la candidatura, con un link che rimanda ai format interni alle aziende. Partito ufficialmente il 27 aprile, al portale si aggiunge la community e la costruzione del brand. Quattro le aziende partner che stanno inaugurando il progetto: Tav Vacuum Furnaces e Diachem di Caravaggio, Taramelli di Bonate Sopra e Fresh Ways di Treviglio.
Una generazione tra social e podcast
«Questo progetto è nato nella Bassa Bergamasca e non sarebbe potuto partire altrove - spiegano i fondatori -. È nato qui perché c’è una densità di aziende, di istituzioni e di voglia di mettersi in gioco che in Italia è rara». Rispetto al rapporto tra giovani e manifattura Longhi aggiunge: «Quello che vediamo, andando nelle aziende, parlando con i ragazzi, è che il problema non è la mancanza di interesse. È la mancanza di un ponte». Per questo i due fondatori, alla guida di un team di 6 persone (tutti giovanissimi) hanno creato il portale che presenta «le aziende del territorio raccontandole nel modo in cui noi, generazione cresciuta tra social e podcast, possiamo davvero ascoltarle».
Tra i primi che hanno creduto al progetto c’è Gerolamo Soliveri, responsabile dell’innovazione in Tav Vacuum, fondata dalla sua famiglia, che spiega: «Non posso dire che normalmente non riceviamo curriculum, ma è vero che dopo pochi giorni dalla pubblicazione sul portale ci ha contattato un ingegnere aerospaziale di Treviglio che non ci conosceva e faceva tuttaltro». Ecco il quid su cui Longhi e Ricardi puntano: una comunicazione mirata per risultati precisi.
«A me interessa intercettare persone fuori dai canali classici e farci conoscere» conclude Soliveri che rispetto al valore della nuova startup commenta: «È una bella idea che può essere replicata su altri territori».
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