Spazio espositivo e auditorium: a Mornico Pedrali apre il nuovo Pavillion

IL PROGETTO. L’azienda ha acquisito anche il vicino terreno da 85mila metri quadrati. «Raddoppieremo l’area per metalli e tappezzeria. Per noi l’artigianalità resta la priorità».

Lettura 2 min.

Nato come struttura temporanea nel 2023 per celebrare i 60 anni dell’azienda, il «Pedrali Pavillion» firmato da Michele De Lucchi cambia destino e diventa permanente. La seconda vita dell’edificio trasforma il padiglione in un luogo stabile con showroom al piano terra e auditorium al piano superiore, pensato come spazio di incontro tra professionisti, istituzioni, studenti e comunità locale.

«In questa condizione di difficoltà geopolitica, l’azienda dimostra di voler continuare a investire», ha detto Monica Pedrali, che guida insieme al fratello Giuseppe l’impresa di arredamento fondata nel 1963 dal padre Mario. L’investimento sul futuro non riguarda solo l’architettura ma anche la produzione: Pedrali ha confermato l’acquisto di un terreno di 85mila metri quadrati attiguo allo stabilimento, già nel comune di Ghisalba. I tempi, i dettagli e i volumi dell’ampliamento non sono ancora noti, ma nascono dall’esigenza di raddoppiare gli spazi dedicati alla lavorazione dei metalli e alla tappezzeria, ha precisato Pedrali. Tra presente e futuro scorre oggi il torrente Mornichello, lungo il quale l’azienda ha realizzato un percorso verde di un chilometro per le passeggiate dei dipendenti in pausa pranzo, una delle diverse azioni di Whp, Workplace health promotion.

Monica Pedrali: «La nostra priorità resta investire in Italia, preservando la manualità e la maestria artigianale del territorio»

«La nostra priorità resta investire in Italia, preservando la manualità e la maestria artigianale del territorio», ha ribadito Pedrali davanti a una platea di trecento tra progettisti e ospiti internazionali, ai sindaci di Mornico al Serio, Eugenio Cerea, di Ghisalba, Gianluigi Conti, e al vicesindaco di Bergamo, Sergio Gandi.

Un padiglione da abitare

«Progettare oggi, ha aggiunto, «significa compiere un atto di responsabilità verso la collettività, perché ogni scelta costruttiva è una presa di posizione su come abitare il mondo»

Rielaborato insieme allo studio AmdlCircle, il padiglione è stato al centro di un dibattito moderato dal critico Luca Molinari, nel quale Michele De Lucchi ha ripercorso il senso del progetto, soffermandosi sul valore della materia prima: «Il legno è un materiale straordinario, il più antico e banale, ma nasconde ancora i più grandi segreti ed è paradossalmente il più tecnologico tra i materiali disponibili». Progettare oggi, ha aggiunto, «significa compiere un atto di responsabilità verso la collettività, perché ogni scelta costruttiva è una presa di posizione su come abitare il mondo».

De Lucchi ha poi raccontato con ironia di essersi dedicato durante l’estate alla progettazione di 23 mestoli: «Non sapete che meraviglia è, disegnare un mestolo». Perché tutta la nostra vita, ha aggiunto, «è fatta di mescolamenti: di emozioni, sentimenti, conoscenza, cultura, diversità. E mescolare è l’essenza del creare e del salvaguardare la diversità delle cose». Realizzato in legno di abete, lungo 50 metri, largo 12 e alto 9, il Pavillion si presentava come un grande tetto sorretto da “gambe” lignee, concepito per essere smontato e riutilizzato.

Nei reparti, altamente robotizzati, lavorano complessivamente 360 dipendenti tra la sede di Mornico al Serio e quella di Manzano, in Friuli, che nel 2025 hanno consentito alla Pedrali un fatturato di 115 milioni di euro, in linea con l’anno precedente

La trasformazione in struttura permanente ne ha mantenuto l’aspetto peculiare, aggiungendo un piano, oltre agli elementi strutturali e impiantistici necessari alla nuova funzione. L’edificio dialoga ora con una moderna centrale geotermica che serve l’intero insediamento produttivo e sfrutta i 12 gradi costanti della falda acquifera. «A servizio non solo del padiglione, ma del riscaldamento e raffrescamento di tutti gli impianti produttivi», ha spiegato Giuseppe Pedrali. Nei reparti, altamente robotizzati, lavorano complessivamente 360 dipendenti tra la sede di Mornico al Serio e quella di Manzano, in Friuli, che nel 2025 hanno consentito alla Pedrali un fatturato di 115 milioni di euro, in linea con l’anno precedente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA