Stop al telemarketing aggressivo
«Può nascondere anche truffe»
IL VADEMECUM. Possibile annullare il contratto entro 14 giorni senza spese Busi (Adiconsum): «Chiamate per impossessarsi di dati sensibili o denaro»
Lettura 2 min.Dal 19 giugno è in vigore il divieto per le aziende di luce e gas di contattare i consumatori via telefono o inviare messaggi promozionali senza l’esplicito consenso dell’interessato. I contratti energetici conclusi in questo modo sono considerati nulli, a meno che non si tratti di clienti già acquisiti che hanno dato l’ok a ricevere offerte, o non sia stato l’utente a chiedere di essere ricontattato attraverso i canali ufficiali (ad esempio compilando un modulo sul sito web).
Busi (Adiconsum): «I cybercriminali usano le chiamate vocali per impossessarsi di dati sensibili o denaro, fingendosi operatori di realtà molto note».
Le nuove disposizioni sono state introdotte dal decreto Bollette (legge n. 49/2026), che ha tra l’altro modificato il Codice del consumo, ma in base a molte segnalazioni pervenute alle associazioni dei consumatori, sono ancora tante le realtà che proseguono con pratiche scorrette. «Se si riceve una telefonata non collegata a una richiesta precedente è necessario usare la massima prudenza, perché potrebbe trattarsi di una truffa - spiega Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo -. Quello che più preoccupa è che in molti casi si tratta di «vishing» (crasi tra «voice» e «phishing»), una truffa telefonica sempre più in uso, in cui i cybercriminali usano le chiamate vocali per impossessarsi di dati sensibili o denaro. I truffatori si fingono operatori di realtà molto note (società di luce e gas, banche, enti, società di servizi) per spingere la vittima a rivelare codici e password, oltre che, nel peggiore dei casi, a effettuare dei bonifici».
Si può cambiare idea entro 14 giorni
«Le chiamate fraudolente - prosegue Busi - possono provenire da numeri anonimi, sconosciuti, esteri o simili a quelli ufficiali, e spesso si usano toni allarmistici per convincere la vittima ad agire in fretta. È fondamentale segnalare immediatamente i casi sospetti alle autorità per prevenire truffe e inviare un reclamo scritto al Gestore, preferibilmente con l’aiuto di un’associazione consumatori, esercitando il diritto di ripensamento entro 14 giorni dalla conclusione del contratto per annullarlo senza alcuna spesa. Se si scopre l’attivazione dopo questo termine, si può avviare una procedura di disconoscimento inviando un reclamo scritto formale al fornitore e segnalando l’accaduto allo Sportello per il consumatore dell’autorità di regolazione per energia reti e ambiente (www.arera.it)».
Le frodi più comuni viaggiano attraverso telefono, mail, messaggistica, Qr Code o falsi investimenti online. Questi tentativi di truffa imitano i siti ufficiali, ma contengono elementi che possono essere riconosciuti come fraudolenti. Le regole attuali e le tutele per il consumatore sono molto precise: i contratti telefonici richiedono sempre una conferma scritta, tramite firma digitale, Otp (password monouso o usa e getta) o invio di documenti cartacei. La sola registrazione vocale non è più sufficiente. Bene quindi richiedere sempre tutto per iscritto: un contratto telefonico non è valido legalmente senza una conferma scritta o una firma.
Filtro antispam e registro pubblico delle opposizioni
Per proteggersi dalle chiamate indesiderate, Busi elenca una serie di misure. «Iniziando dall’iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni - sottolinea -. Si possono inserire nell’elenco i propri numeri di telefono (fissi e mobili) per revocare gli eventuali vecchi consensi al telemarketing. Per bloccare le chiamate di telemarketing, si possono chiamare gratuitamente i numeri 800.957766 (da rete fissa) o 06.42986411 (da cellulare). Entrambi i numeri sono attivi 24 ore su 24».
Le altre mosse vincenti sono: attivare la funzione nativa di protezione antispam sul proprio smartphone per bloccare le chiamate moleste alla fonte; se si è vittima di un contratto di fornitura non richiesto, inviare subito un reclamo scritto al fornitore contestando l’accordo e chiedendo la documentazione che dimostri il proprio consenso; denunciare le chiamate abusive al Garante per la protezione dei dati personali e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom), che possono sospendere le linee telefoniche utilizzate per queste pratiche; se un addetto si presenta direttamente davanti alla porta di casa, chiedergli sempre di mostrare il tesserino di riconoscimento.
Alcune aziende di energia hanno guide per verificare l’identità del loro personale e capire se la telefonata non è una frode
Aziende come Enel Energia, Acea Energia e A2A mettono a disposizione strumenti e guide per verificare l’identità del personale. L’ultimo consiglio anti tranello: spesso i call center registrano solo il «sì» decontestualizzato, omettendo le condizioni contrattuali reali, oppure si spacciano per l’attuale gestore: non pronunciare quindi mai la parola «sì» isolata. Non comunicare mai i codici di validazione (tramite sms/Otp) o identificativi delle utenze (Pod per la luce o Pdr per il gas o di migrazione di Internet), sono la tecnica più comune usata dai truffatori.
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