(Foto di Colleoni)
LA RICORRENZA. Nel 440esimo anniversario dell’Apparizione, il Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, ha presieduto la Messa solenne nel prato del santuario: «Ricchezza e potenza passano, resta l’amore di Dio che riscatta la vita e la storia».
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Si è celebrata a Stezzano la Messa solenne nel giorno del 440esimo anniversario dell’Apparizione della Madonna dei Campi. Nel prato esterno al santuario tanti i fedeli, le religiose e sacerdoti per la celebrazione di domenica 12 luglio presieduta dal Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi.
«Con gioia celebriamo questa Eucarestia - ha detto monsignor Beschi - in cui si fa memoria del dono di questa donna, madre di Gesù; la veneriamo in questo luogo di devozione come maestra di preghiera. La preghiamo e vogliamo imparare a pregare da lei». Nella sua omelia il Vescovo ha sottolineato il valore della preghiera del Magnificat, semplice e straordinaria: «Il Magnificat è la preghiera dei meravigliati e disarmati. Papa Leone continua a ripetere questo aggettivo dall’inizio del suo servizio pastorale quando parlò di una pace disamata e disarmante. La preghiera è immagine di questo disarmo, più forte delle armi».
«Ricchezza e potenza sono destinate a passare, rimane solo la potenza dell’amore di Dio che è capace di riscattare la vita e la storia» ha ricordato monsignor Beschi
«Sabato il Papa ha pranzato con i poveri, li ha salutati dicendo: Ho fame. Fame di giustizia e verità - ha proseguito monsignor Beschi -. Quel pranzo è il segno del Magnificat, del riscatto degli umili che nella prova trovano la forza interiore; sono parole vere non solo di speranza. Il Magnificat è la preghiera dell’esultanza, non dell’esaltazione che porta solo a delusione. Ricchezza e potenza sono destinate a passare, rimane solo la potenza dell’amore di Dio che è capace di riscattare la vita e la storia».
«Non stanchiamoci mai di pregare» è stato l’invito finale del Vescovo, che ha ricevuto in dono un acquarello che raffigura il gruppo scultoreo della Madonna dei Campi; lo stesso regalo è stato fatto al segretario don Giampietro Masseroli, per il suo 35esimo anniversario di sacerdozio.
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