Calusco, il ponte salito a 37mila veicoli al giorno: l’allarme delle Province
LA LETTERA. Bergamo e Lecco chiedono un incontro alle rispettive Prefetture. Il problema code: oltre cinquanta minuti per attraversare il San Michele
Lettura 2 min.Dopo la chiusura del ponte di Brivio il traffico sul ponte stradale/ferroviario San Michele fra Calusco e Paderno è aumentato del 30%, passando da 26.000 a 37.000 mezzi giornalieri. E ciò ha determinato «criticità rilevanti, soprattutto nelle ore di punta». È questo il preoccupante dato che le Province di Bergamo e Lecco, attraverso una lettera firmata dai rispettivi presidenti, Gianfranco Gafforelli e Alessandra Hofmann, hanno voluto rendere noto alle relative Prefetture per chiedere, al più presto, un confronto in merito.
Ponte San Michele: traffico aumentato del 30%
La lettera, inviata per conoscenza anche alla Regione, ai sindaci della zona oltre che alle forze dell’ordine, può essere considerata un primo bilancio, evidentemente negativo, delle conseguenze che la chiusura del ponte di Brivio, avvenuta il 4 maggio e quindi ormai un mese fa, ha avuto sulla circolazione del territorio. E, poi, anche delle contromisure messe in campo che, per le due Province, a giudicare dai contenuti di quanto inviato, non si stanno rilevando efficaci. Il focus è sul San Michele poiché (a causa della conformazione della struttura, sulla quale si può passare solo a senso unico alternato e mai contemporaneamente al passaggio dei treni), secondo le due Province, è dove si sono avvertite le conseguenze più pesanti.
L’effetto della chiusura del ponte di Brivio
Questo perché, a loro dire, molte delle persone che ogni giorno passano dalla provincia di Bergamo a quella di Lecco, e viceversa, non hanno optato per la via alternativa al ponte di Brivio indicata da Anas, ossia il ponte Cesare Cantù, a Calolziocorte. «Il traffico veicolare, contrariamente a quanto rappresentato da Anas, che aveva indicato altri percorsi alternativi – si legge sulla missiva – si è di fatto riversato sulla strada provinciale 166, in comune di Calusco d’Adda, per la provincia di Bergamo, e sulla strada provinciale 54, in comune di Paderno d’Adda, per la provincia di Lecco, attraversando il fiume Adda mediante il ponte san Michele». Da qui, appunto, deriva il dato dei 37mila veicoli che, mediamente, stanno passando sul viadotto, come detto il 30% in più di quelli che passavano prima della chiusura del ponte di Brivio.
Code fino a 50 minuti tra Calusco e Paderno
Tutto ciò a causa anche del fatto che «il transito resta interdetto su entrambi i lati per oltre il 60% del tempo per il passaggio dei treni» e così impedisce «il regolare deflusso veicolare nelle ore di punta, determinando code superiori ai due chilometri lungo le direttrici principali e le vie secondarie di accesso al ponte: i tempi di attraversamento, nelle ore mattutine sul versante della provincia di Bergamo e in quelle serali sul versante della provincia di Lecco, risultano talvolta superiori ai 50 minuti». Un’altra conseguenza è che tante auto, cercando vie alternative, finiscono «per invadere le strade interne ai centri abitati, causando la sovrapposizione dei flussi di traffico in corrispondenza delle rotatorie e dei diversi incroci semaforici presenti nei due comuni interessati».
L’allarme delle Province di Bergamo e Lecco
Che fare quindi? Per le Province di Bergamo e Lecco è indispensabile un nuovo incontro con le Prefetture e le forze dell’ordine, che si andrà ad aggiungere a quelli tenutisi prima della chiusura del ponte di Brivio, l’ultimo l’8 ottobre scorso alla Prefettura di Lecco. Lo scopo dichiarato è, conclude la lettera, quello «di esaminare compiutamente la situazione e coordinare gli interventi di presidio e controllo della viabilità». Interventi che per due Province sono necessari ora ma soprattutto in vista del prossimo settembre quando, per la ripresa dell’attività scolastica ora in fase di chiusura, «si prevede una nuova intensificazione dei flussi tra le due province».
© RIPRODUZIONE RISERVATA