Ponte chiuso, a Cisano giù le serrande. «Ora aiuti ai commercianti»

IL CASO. La Briantea deserta in località Sosta, lungo il tratto collegato al viadotto di Brivio. Distributore, pizzeria e bar rinunciano. Dal Comune sconti Tari, sostegno da Confcommercio.

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La chiusura del ponte di Brivio, avvenuta il 4 maggio, sta facendo sentire i suoi pesanti effetti sulle attività commerciali di Cisano Bergamasco. Tre di queste, per mancanza di clientela, si sono già viste costrette a chiudere: si tratta della pizzeria «La Sicilia», del bar caffetteria «Delizie di Passione» e del distributore Tamoil, una vicina all’altra e tutte quante affacciate in località Sosta, sul tratto della Briantea collegato al viadotto. E per evitare che la lista delle chiusure si allunghi (la riapertura del ponte è prevista ad agosto 2027, quindi tra circa un anno) Comune e Confcommercio Bergamo hanno deciso di intervenire con aiuti specifici, come sconti sulle tasse comunali e finanziamenti agevolati.

Traffico scomparso

Prima della chiusura del ponte di Brivio, il tratto della Briantea compreso fra l’intersezione con la Statale 639 e il viadotto era interessato da un intenso traffico proveniente anche dal Lecchese. Dopo il 4 maggio questo traffico è improvvisamente scomparso e così le attività commerciali affacciate su questo pezzo di strada si sono improvvisamente trovate senza un importante bacino di clienti. La pizzeria e il bar-caffetteria avevano peraltro aperto solo da pochi mesi e non hanno retto l’urto dell’improvviso calo del fatturato. Calo che, comunque, ha colpito in maniera generale anche negozi e attività di altre vie vicine.

Le contromisure

Una segnalazione della situazione è arrivata a Confcommercio Bergamo, che ha contattato il Comune per un confronto. Ne è nato un tavolo di lavoro che ha portato ad azioni concrete. La prima è che il Comune di Cisano ha deciso di applicare importanti sconti sulla Tari (la tassa sui rifiuti) per le attività commerciali o artigianali del paese danneggiate dalla chiusura del ponte, oltre che dagli altri cantieri presenti sul territorio (variante di Cisano e raddoppio linea ferroviaria Bergamo-Ponte San Pietro). Precisamente del 60% per quelle con sede o vetrina vicini alla zona del ponte. Per esattezza, come si legge sull’apposita delibera di Giunta, «in via Baracca, via Milano, via IV Novembre fino all’intersezione con la Statale 639 e le vie afferenti» ossia le vie Mura, Marianna, Verdi, Donizetti, Papa Giovanni, Torchio, Moroni, Solferino, Delle Industrie, Binda di Sopra, Tre Fontane, Frigerio e Sciesa; del 30%, invece, per quelle che si trovano su tutto il resto della rete stradale .

L’Amministrazione ha deciso di procedere per questa via dopo aver appreso da Confcommercio Bergamo che una soluzione simile era già stata assunta da altri enti locali a livello nazionale (i Comuni di Giussano, in provincia di Monza e Brianza, Verona e Palermo). E che, quindi, ha un fondamento normativo.

«Atto di responsabilità»

«Certamente la riduzione della Tari è un aiuto che lenisce solo in parte le perdite che hanno registrato i commercianti in questo periodo – afferma Oscar Fusini, direttore Confcommercio Bergamo –. È però un segnale per noi significativo di come un’amministrazione possa affrontare la problematica legata ai lavori straordinari che in qualche misura impattano sul commercio. Non sappiamo se questo sia il primo caso nel nostro territorio, certamente è un’esperienza che deve essere ripetuta anche in altri ambiti». «Riteniamo – commenta la sindaca Antonella Sesana – che investire su chi produce, vende e offre servizi sia l’unico modo per sostenere concretamente l’economia locale e salvaguardare i posti di lavoro. Ridurre l’impatto fiscale sulle imprese non è un regalo, ma un doveroso atto di responsabilità nei confronti di chi sta tenendo duro durante questi lavori di riqualificazione».

Il finanziamento ad hoc

C’è poi una seconda azione concreta messa in campo. Confcommercio, attraverso la Cooperativa di garanzia Fogalco e la sua partecipata Asconfidi Lombardia, ha deciso di mettere a disposizione delle attività del terziario colpite dalla chiusura del ponte di Brivio un finanziamento specifico. Si parte da un importo di 40mila euro fino a 100mila erogato da Asconfidi Lombardia con durata massima 72 mesi e possibilità di preammortamento fino a 6 mesi in attesa della riapertura del ponte; al finanziamento andrà applicato un Tan indicativo attorno al 5,5%. «Grazie alla collaborazione con il nostro Consorzio fidi, Fogalco, e Asconfidi Lombardia – conclude Fusini – possiamo offrire un sostegno concreto a tutti coloro che ne avranno bisogno». Fogalco e Asconfidi Lombardia possono inoltre rilasciare garanzie fino all’80% agli istituti di credito, così che le attività colpite possano richiedere finanziamenti direttamente alle loro banche con condizioni e tassi convenzionati.

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