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LA DOMENICA DEL VILLAGGIO. «Chiedi chi erano i Beatles», cantavano gli Stadio già anni fa, sottolineando la mancanza di memoria storica e le difficoltà nel tramandare sogni e valori attraverso le generazioni.
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Rincarando poi la dose con un brano più recente di stampo calcistico, «Gaetano e Giacinto»: «Due tipi che parlano piano anche adesso, adesso che sono lontano. Ma in questo frastuono è rimasta un’idea, un’eco nel vento, Facchetti e Scirea». Scirea sì, proprio colui al quale è intitolata la curva dell’Allianz Stadium di Torino i cui geniali frequentatori, ieri sera, hanno pensato bene di contestare il minuto di raccoglimento in memoria di Sandro Mazzola voltando le spalle al campo e gracchiando cori dedicati allo stesso Scirea.
Che molti di loro non hanno sicuramente mai visto giocare per questioni anagrafiche, e quella non è una colpa. Ma del quale probabilmente non hanno mai neppure sentito parlare – da chi gli ha trasmesso tifo e passioni, in famiglia o altrove – se non come «un giocatore della Juventus». Perché Scirea, prima ancora che uno dei più grandi calciatori italiani della storia e un simbolo della Juventus, è stato soprattutto un modello di comportamenti e di valori più forti di qualsiasi rivalità sportiva. E il primo a disapprovare e andare sotto la «sua» curva per zittirla, ieri, sarebbe stato proprio lui.
Una serata cominciata in questo modo, poi, non poteva che essere una brutta serata anche sul campo. E lo è stata in pieno per un’Atalanta che ai suoi consolidati problemi e all’ennesima prestazione incolore di questo avvio di stagione ha aggiunto tutto quanto poteva succedere sul campo: da un salvataggio sulla linea di Kolo Muani (un attaccante) su Kristensen (un difensore), all’erroraccio dell’arbitro Zufferli e dei suoi assistenti in smart working (in quel momento probabilmente più al bar che al Var) che non ha (hanno) visto un clamoroso fallo da rigore di Kalulu su Rowe, poi riconosciuto come tale anche dal designatore Daniele Orsato. Una brutta serata per tutti, mettiamola così. Meno male che adesso arriva la maxi sosta che darà a tutti la possibilità di riflettere.
E a qualcuno di chiedere chi era Gaetano Scirea.
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