L’allievo rifila una sola all’antico maestro. E quasi gli fa le scarpe

L’ANALISI. Sola, termine in vernacolo romanesco entrato ormai nell’uso quotidiano, è sinonimo di fregatura.

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Un modo di dire che trae le sue origini nella Roma dell’Ottocento, dove era abitudine diffusa fra i calzolai risuolare le scarpe usando del cartone bagnato e pressato al posto del cuoio.

Massimiliano Alvini, in materia, ha una certa esperienza. Di 11 anni più giovane rispetto a Maurizio Sarri, fino al 2015 ha lavorato nell’azienda di famiglia a Fucecchio (il paese di Indro Montanelli, in provincia di Firenze) che produce e vende suole per calzature. Ma già dal 2012 aveva cominciato a farsi sostituire sempre più spesso dal fratello per andare nella vicina Empoli a studiare proprio gli allenamenti di Sarri.

Poi la domenica, tanto per restare in tema, guidava dalla panchina il Tuttocuoio (che altro, se no?) di San Miniato, portandolo in pochi anni dalla Promozione alla Lega Pro. Una volta divenuto professionista, nel 2018 – anno in cui allenava l’AlbinoLeffe – conseguì il patentino Uefa Pro a Coverciano con una tesi che aveva per titolo «Dal modello di gioco alla preparazione della partita: affrontare il Napoli di Maurizio Sarri».

Nell’elaborato, immaginava di trovare con la sua squadra le contromisure al gioco di quello che era l’allenatore del momento, oltre che il suo modello. Quando però si è trattato di passare dalla teoria alla pratica (settembre 2022) la cosa non è stata così facile: 4-0 per la Lazio del Comandante sulla Cremonese dell’allievo.

Del resto, ha detto proprio Sarri un mesetto fa, «non è che se io in Spagna alleno il Levante e perdo sempre con il collega che allena il Barcellona sono necessariamente meno bravo di lui». L’allievo nel frattempo ha studiato. Il suo gioco si è evoluto, staccandosi sempre più dalla difesa a zona di reparto per spostarsi verso un uomo contro uomo quasi gasperiniano, pur mantenendo alcuni requisiti di fondo originari, come la linea arretrata a quattro.

Ma a proposito di requisiti originari, ieri Alvini ed è andato a pescare ancora più indietro, tornando ai tempi in cui lavorava per l’azienda di famiglia. Sì, con quel pareggio imposto dal suo Frosinone all’Atalanta, che ha scatenato gli insoliti malumori del tifo bergamasco, ha proprio rifilato all’antico maestro una sola in piena regola. Anzi, per un soffio non gli ha fatto le scarpe.

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