«Ialuronico» per curare parodontiti e perimplantiti

ODONTOIATRIA. È efficace nel ridurre la profondità delle tasche gengivali e il sanguinamento, sicuro e ben tollerato dalla maggior parte dei pazienti.

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L’acido ialuronico reticolato ad alto peso molecolare non presenta controindicazioni e nell’ambito della terapia non chirurgica della parodontite consente di accelerare la guarigione dei tessuti, favorendo l’angiogenesi. Con un’attenzione particolare alle tre specialità della chirurgia parodontale, della rigenerazione ossea guidata e delle infezioni perimplantari e parodontali, ancora relativamente poco conosciute, gli studi clinici hanno dimostrato che il trattamento con acido ialuronico è efficace nel ridurre la profondità delle tasche gengivali, migliorare l’attacco clinico e ridurre il sanguinamento al sondaggio. L’acido ialuronico è sicuro e ben tollerato dalla maggior parte dei pazienti Ne parliamo con il dott. Maurizio Maggioni, odontoiatra e vicepresidente nazionale di Aiola - Accademia Internazionale Odontostomatologia Laser Assistita.

Quando e per quali tipi di pazienti è indicato il trattamento non chirurgico con acido ialuronico di parodontite e perimplantite?

«I protocolli di terapia non chirurgica sia per il trattamento delle parodontiti sia per quello delle perimplantiti, sono in questo momento all’attenzione di studi e creazione di protocolli operativi. L’associazione dell’acido ialuronico con la strumentazione sotto-gengivale è indicata per tutti i pazienti affetti da parodontite. Inoltre, risultati soddisfacenti si sono registrati anche nel trattamento della mucosite perimplantare e della perimplantite. Questo presidio, oltre ad essere utilizzato nel trattamento non chirurgico che è alla base della terapia parodontale, è raccomandato anche durante le fasi della terapia di mantenimento quando viene diagnosticata una recidiva. L’associazione con la laser terapia per il controllo sia dell’infezione che dell’infiammazione, ha dato notevoli risultati positivi grazie alla biostimolazione dei tessuti sia gengivali che ossei, ha già prodotto notevoli evidenze di guarigione e modulazione della crescita tessutale. Si sta procedendo con la valutazione dei tempi di remissione dei fenomeni degenerativi e come detto , Acido Jaluronico e Laserterapia fotobiostimolante , stanno dando risultati più che soddisfacenti».

Quali sono le controindicazioni e o i vantaggi?

«Non ci sono controindicazioni specifiche nell’utilizzare l’acido ialuronico e non sono stati riportati eventi avversi in letteratura scientifica, come per esempio in termini di sovradosaggio.Premesso che la terapia non chirurgica della parodontite senza presidi aggiuntivi è efficace nel ridurre il numero e la profondità delle tasche, l’aggiunta di acido ialuronico reticolato ad alto peso molecolare consente di accelerare la guarigione dei tessuti parodontali favorendo l’angiogenesi. Inoltre, riducendo i processi infiammatori, allevia il dolore post trattamento. Come già detto , l’ausilio della laser terapia in associazione, favorisce e migliora la guarigione dei tessuti con una più rapida Restitutio ad Integrum».

Come si esegue il trattamento non chirurgico?

«Sia per il trattamento della parodontite che per quello delle perimplantite, l’acido ialuronico deve essere sempre associato alla strumentazione sotto gengivale non chirurgica , che potrà essere eseguita sia con strumenti ultrasonici che manuali oppure con una combinazione di entrambi. Al termine della strumentazione, l’acido ialuronico viene applicato all’interno della tasca in modo da sigillarla. Al termine della terapia al paziente vengono eseguite sedute di laser ogni 6-8 giorni, per circa 4 – 6 sedute. Dal momento che l’acido ialuronico attrae e stabilizza il coagulo, il paziente dovrà attenersi alle regole igieniche e profilattiche consigliate , prestando la massima attenzione per le prime 72 ore».

Quali principi biologici sono alla base dell’efficacia di questo trattamento?

«L’acido ialuronico reticolato, grazie alle sue proprietà biologiche, stabilizza il coagulo ed accelera l’angiogenesi così da ottenere una migliore vascolarizzazione dei tessuti. Inoltre, ha la capacità di attrarre i fattori di crescita che sono alla base della guarigione delle ferite. Grazie alle sue caratteristiche e alla sua lenta degradazione, riesce a rimanere in situ durante tutte le fasi del processo di guarigione».

Esistono dati in letteratura a supporto dell’efficacia del trattamento? Qual è la sua diffusione clinica?

«Assolutamente non si tratta di un trattamento sperimentale dal momento che da molti anni sono presenti numerosi studi sia istologici e che trial clinici sul suo utilizzo in parodontologia. I dati scientifici riportano risultati soddisfacenti sia nella terapia non chirurgica che nelle procedure chirurgiche delle parodontiti. La questione resta aperta nel trattamento della perimplantite, dove è necessario implementare le evidenze scientifiche come del resto per tutte le altre terapie per il trattamento della malattia perimplantare. L’utilizzo dell’acido ialuronico reticolato sta avendo una grande diffusione nel mondo della parodontologia, non solo per i risultati clinici, ma soprattutto perché il dolore post trattamento è notevolmente ridotto grazie al suo elevato peso molecolare».

Qual è la sua esperienza in merito?

«Sono molto soddisfatto dei risultati che riesco a ottenere nel trattamento non chirurgico della parodontite, sia da un punto di vista clinico sia per quanto riguarda la soddisfazione dei pazienti. La mia esperienza come clinico e come ricercatore e i risultati clinici che ho ottenuto con questo tipo di trattamento sono in linea con quanto riportato dagli studi scientifici in letteratura. Per quanto riguarda il trattamento della perimplantite, sebbene siano necessarie ulteriori evidenze scientifiche, posso affermare che i risultati clinici e radiografici sono molto promettenti e soddisfacenti».

Che tipo di laser vengono utilizzati in questi casi?

«I laser utilizzati sfruttano due lunghezze differenti e complementari. L’igienizzazione sub gengivale , sia dell’osso alveolare che delle superfici implantari, è deputata all’Erbio Yag, lunghezza 2940mn. Ciò perché non si verifica nessun innalzamento termico a contatto delle superfici implantari; rimuove le asperità ed anomalie ossee regolarizzandole, ed effettua un gengitage dei tessuti molli. Dopo questo primo trattamento , si procede, alcuni giorni dopo, all’utilizzo del Laser a Diodo, 810 – 980mn, eseguendo una nuova detossificazione con ausilii come l’acqua ossigenata e la clorexidina , dei siti deputati ad accogliere l’acido ialuronico reticolato, tasche ossee, difetti mucosi, perdita di attacco epiteliale, perdita di tessuto sia osseo che mucoso. Si procede poi all’applicazione dell’acido ialuronico, in una o più sedute, seguito da biostimolazione dei tessuti, sempre con laser a Diodi, per alcune sedute. Tutto ciò senza interazioni farmacologiche , sia di tipo antibiotico, antidolorifico, sia anestesiologico. Complessivamente sedute da 4 a 6 , ogni 8 giorni circa, secondo valutazione, sino all’ottenimento del risultato desiderato. La letteratura e le evidenze scientifiche prodotte negli ultimi anni , testimoniano la validità di questo trattamento , un maggiore ausilio con terapie integrate , per la risoluzione della parodontite ed il buon mantenimento dei tessuti parodontali, protetti nel tempo, oltre ad un migliore risultato estetico- funzionale, soprattutto nei settori frontali delle arcate dentarie dei nostri pazienti. In sintesi, l’utilizzo dell’acido ialuronico reticolato, può essere utilizzato In via preventiva per il mantenimento delle mucose gengivali nei loro volumi e forme, creando una maggiore adesività alle pareti dure dei denti, favorendo la crescita del legamento parodontale; può essere usato per compensare e o ridurre le tasche ossee, ma soprattutto per mantenere la corretta fisiologia delle mucose del cavo orale, con biostimolazione laser assistita».
R. M.

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