Naso, la rinoplastica non è solamente una soluzione estetica

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Quando si parla di rinoplastica, il pensiero corre spesso al miglioramento dell’aspetto del naso. In realtà, questo intervento può avere anche una finalità funzionale, aiutando a correggere problemi respiratori che incidono sulla qualità della vita. La rinoplastica è infatti una procedura chirurgica che permette di modificare la forma del naso, migliorarne l’armonia con il volto e, quando necessario, ripristinarne la corretta funzionalità.

«L’obiettivo non è semplicemente cambiare l’aspetto del naso, ma ottenere un risultato equilibrato e duraturo nel tempo, rispettando le caratteristiche del volto e le esigenze del paziente», spiega il Dottor Carlo Ghilardi, Specialista di Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica in Humanitas Castelli.

Si ricorre alla rinoplastica in presenza di un naso percepito come troppo grande, con una gobba pronunciata, una punta cadente o asimmetrie sia congenite che conseguenti a traumi. Ma parte integrante dell’intervento può essere anche la correzione di alterazioni anatomiche che ostacolano il passaggio dell’aria, come una deviazione del setto nasale o un’ipertrofia dei turbinati. Si parla quindi nella maggior parte dei casi di rinosettoplastica.

Prima dell’operazione è fondamentale una valutazione specialistica accurata. Durante la visita, il chirurgo analizza la struttura del naso, la qualità della pelle, la respirazione e le aspettative del paziente, definendo il percorso più appropriato. «La fase di pianificazione è essenziale: ogni naso è diverso e richiede un approccio personalizzato, che tenga conto sia dell’estetica sia della funzione respiratoria», sottolinea Ghilardi.

L’intervento viene generalmente eseguito in anestesia generale e può prevedere una tecnica chiusa, con incisioni interne alle narici, oppure una tecnica aperta, che consente una visione più completa delle strutture nasali nei casi più complessi. Attraverso queste procedure il chirurgo può rimodellare ossa e cartilagini, correggere difetti anatomici e migliorare l’equilibrio complessivo del profilo. Negli ultimi anni l’innovazione tecnologica ha contribuito a rendere la rinoplastica sempre più precisa e meno traumatica. Tra le tecniche più avanzate vi è la piezochirurgia, che utilizza ultrasuoni per modellare le strutture ossee con estrema accuratezza, riducendo il rischio di danni ai tessuti circostanti. «Questa tecnologia consente interventi più precisi e delicati, con un decorso generalmente poco o per nulla doloroso, meno ematomi e meno gonfiore rispetto alle tecniche tradizionali - evidenzia il chirurgo, che aggiunge - L’impiego della Piezochirurgia, insieme ad altre soluzioni innovative adottate in sala operatoria, permette inoltre di evitare, nella maggior parte dei casi, l’utilizzo dei tradizionali tamponi nasali, migliorando il comfort del paziente nelle ore successive all’intervento».

Dopo l’operazione è normale osservare un lieve gonfiore e piccoli lividi nella zona perioculare, destinati a ridursi progressivamente nel decorso post operatorio. Il risultato finale si apprezza in modo graduale, man mano che i tessuti si assestano. «L’intervento migliore è quello che mantiene nel tempo un aspetto naturale e una funzione respiratoria efficace, senza stravolgere l’identità della persona», conclude Ghilardi.

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