Dagli Stati Uniti a Bergamo per portare l’hip hop

L’INTERVISTA. Maria Grazia Bombardieri si racconta e racconta l’hip hop quando era ancora sconosciuto. E pensare che da bambina voleva giocare a calcio. Il racconto della fondatrice della Meg Academy dopo quasi trent’anni di formazione negli Stati Uniti e una passione diventata professione: «Una crew è una squadra, una famiglia».

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Bergamo

Dal gioco del pallone all’oratorio di Loreto alle lezioni di hip hop negli studi di Hollywood. È un percorso lungo quasi trent’anni quello di Maria Grazia Bombardieri, fondatrice della Meg Academy, realtà di Mozzo nata dalla sua passione per il fitness e per una disciplina che alla fine degli anni Novanta era ancora poco conosciuta in Italia. «L’hip hop è muoversi in piena libertà», racconta la bergamasca.

L’incontro con l’hip hop a Hollywood

Maria Grazia Bombardieri entra nel mondo del fitness negli anni Novanta. Nel 1997 comincia a frequentare gli Stati Uniti, dove ancora oggi torna due volte l’anno per aggiornarsi. Proprio in America avviene l’incontro decisivo con l’hip hop. «Una sera, a Hollywood, sento della musica provenire da uno studio aperto - racconta - e mi fermo a osservare una lezione. Ne sono rimasta affascinata e il giorno successivo ho chiesto subito di poter partecipare a un incontro privato con l’insegnante».
Da lì comincia un percorso di formazione con alcuni dei nomi che hanno contribuito alla diffusione internazionale dell’hip hop, tra cui Milo Level, Madonna Grimes e Tony Stone.

«Si impara a socializzare con gli altri in una dimensione di famiglia, squadra»

L’hip hop arriva a scuola

Una passione che per la bergamasca diventa una professione, nonostante la fatica iniziale: «All’inizio mi sono scontrata con diversi insegnanti perché, quando i ragazzi dicevano di fare hip hop, veniva risposto loro che non era una disciplina sportiva» spiega. Da qui anche un lavoro di informazione nelle scuole per far conoscere meglio questa attività e il suo valore nelle relazioni.

«La crew è una squadra e aiuta a socializzare»

Sport e passione, per una disciplina che mantiene ancora oggi un forte valore educativo e sociale. «Il ragazzo entra in una crew, che è una squadra a tutti gli effetti». Un ambiente capace, secondo l’insegnante, di coinvolgere anche chi è più timido o incontra maggiori difficoltà nelle relazioni. «Si impara a socializzare con gli altri in una dimensione di famiglia, squadra».
Oggi, a 61 anni, Maria Grazia Bombardieri continua a formarsi e a insegnare. «La mia passione è diventata una professione. Spero di poter continuare ad andare nella mia America: dopo 28 anni mi sento un po’ statunitense anch’io. Ogni volta che scendo dall’aereo provo ancora l’emozione di entrare in quegli studi e imparare qualcosa di nuovo». E il pallone è un lontano ricordo.

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