Rugby Bergamo in Serie A, il capitano Orlandi: «Il rugby mi ha aiutato a superare il bullismo»
L’INTERVISTA. Davide Orlandi si racconta, dalla storica promozione in Serie A dopo 36 anni, al riscatto personale grazie allo sport.
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Bergamo
Una promozione storica in Serie A dopo circa 36 anni, il sogno di una vita che si realizza e una storia personale di riscatto attraverso lo sport. Davide Orlandi, capitano del Rugby Bergamo, racconta le emozioni della promozione, il valore del gruppo e il ruolo che il rugby ha avuto nella sua crescita, aiutandolo anche a superare il bullismo subito da bambino.
La storica promozione in serie A
Il traguardo è arrivato il 31 maggio 2026, al termine della sfida decisiva contro il Brixia. Dopo la vittoria per 41-24 nella gara d’andata, i bergamaschi hanno perso il ritorno, riuscendo però a conservare il vantaggio necessario per conquistare la promozione. «Per raggiungere questo traguardo serve tanto lavoro, non solo nostro, ma anche degli allenatori, di chi sta dietro le quinte, presidenti e dirigenti», racconta Orlandi, sottolineando anche il ruolo fondamentale del pubblico, il cui sostegno ha sorpreso la squadra.
Capitano da sette anni, Orlandi è cresciuto proprio nel Rugby Bergamo, dove ha iniziato a giocare a 11 anni seguendo le orme del padre. «Era un piccolo sogno che avevo, essere capitano di questa squadra e raggiungere la Serie A», confessa. Un ruolo che considera un grande onore, ma anche una responsabilità: tenere unito un gruppo composto da giocatori di età molto diverse, dai 17-18 anni fino ai 40, dentro e fuori dal campo.
La nuova avventura in serie A
Ora lo attende la sfida del nuovo campionato, contro squadre più esperte e con un livello di competizione superiore. Ma la fiducia nei compagni resta uno dei suoi punti di forza. «Uno dei principi del rugby è il sostegno, che è fondamentale. A me è servito molto nella vita. Ho subito del bullismo da piccolo e il rugby mi ha aiutato molto a uscirne. Ho scoperto che c’erano tanti ragazzi come me e ci siamo dati manforte», racconta il capitano.
Un’esperienza che oggi cerca di trasformare in un messaggio per le nuove generazioni, sottolineando il ruolo educativo e sociale del Rugby Bergamo, capace di offrire ai più giovani non soltanto un’attività sportiva, ma anche un ambiente in cui trovare amicizia, fiducia e sostegno.
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