Addio a Fausto Pizzoccheri, fondatore di Piuma d’Oro

IL LUTTO. Aveva 86 anni. Con la moglie Maria Scolari trasformò una piccola attività di Treviglio in un’azienda dolciaria presente in Italia e all’estero.

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Una lunga vita tra i dolci, con tenacia e umanità. Si sono svolti ieri ad Agnadello i funerali di Fausto Pizzoccheri, l’imprenditore che insieme alla moglie Maria Scolari diede vita, più di sessant’anni fa, all’azienda dolciaria trevigliese Piuma d’Oro, oggi una delle realtà più solide del comparto dolciario italiano. Aveva 86 anni.

La sua storia professionale era iniziata nei primi Anni Sessanta e si era sviluppata attraverso decenni di lavoro, intuizioni, sacrifici e scelte costruite con pazienza, racconta chi ha visto crescere l’azienda. Nel 1964, i coniugi avviarono l’azienda rilevando una produzione di ravioli che si trovava nel sottoscala di un edificio di via Milano a Treviglio. Due macchine e un magazzino nel quale si trovavano qualche decina di scatole e sacchetti con scritto «Piuma d’Oro». Pragmatismo e voglia di risparmiare portarono i Pizzoccheri a chiamare così l’azienda, così da poter usare il materiale. È del 1971 il trasferimento nella sede di via Colombo, poi dal 1998 la produzione si sposta in via Monte Santo dove, negli anni, amplia sempre più i capannoni fino ad arrivare agli attuali 11mila metri quadrati.

Se le prime chiacchiere risalgono al 1966, per anni il cuore del business restò la pasta fresca e la friggitoria. La svolta arriva nel 1997, quando l’azienda decide di puntare tutto sui dolci di Carnevale. Oggi, da dicembre e febbraio, dallo stabilimento trevigliese partono ogni giorno camion carichi di 500 quintali di chiacchiere e prodotti carnevaleschi, diretti in tutta Italia e in 14 Paesi esteri.

Un successo che non ha mai reciso il legame con il territorio. Ogni anno Piuma d’Oro devolve pacchi e pacchi di chiacchiere al comitato per il reparto di chirurgia pediatrica dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, e da cinque anni collabora con PizzAut, la pizzeria che dà lavoro a ragazzi autistici. Il confezionamento in rafia dei pacchetti, inoltre, è affidato alla cooperativa Insieme di Treviglio. «Papà aveva una capacità unica di guardare avanti senza mai perdere di vista ciò che contava davvero», ricordano i figli Federico e Fulvio, oggi alla guida dell’azienda. «In lui la tenacia nel lavoro conviveva con un’attenzione sincera verso le persone, con il rispetto per chi gli stava accanto». Chi lo ha conosciuto lo descrive come un uomo di grande coerenza, capace di trasformare i rapporti professionali in legami umani duraturi.

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