«Nel nostro cuore Kevin non può morire». Palloncini e rombo di moto ad Antegnate per l’addio al 24enne

L’ULTIMO SALUTO. Commozione e chiesa gremita di giovani nel pomeriggio di venerdì 29 maggio.

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Antegnate

La chiesa parrocchiale di via Manara ad Antegnate era gremita per l’ultimo saluto a Kevin: amici, familiari, conoscenti e vicini, tutti uniti nel dolore. In prima fila la mamma Moira, il padre Alex, il fratello minore di 17 anni e la fidanzata Lucrezia. Due anni fa Kevin si era trasferito a Palosco, a pochi passi dalla casa della ragazza, per costruire un futuro insieme.

Antegnate ha detto addio a Kevin Bonetti, 24 anni, morto martedì 26 maggio in un incidente stradale a Capriolo, in provincia di Brescia. Il giovane era in sella alla sua Kawasaki Ninja 750 sul «curvone» della sp469, tratto noto per numerosi sinistri, anche mortali, quando ha perso il controllo del mezzo, per cause ancora in corso di accertamento, finendo contro una Mercedes proveniente dal senso opposto. L’impatto è stato fatale nonostante i soccorsi tempestivi.

La celebrazione

«Nel nostro cuore Kevin non può morire - ha affermato don Angelo Maffioletti durante la funzione religiosa - anche se la morte, quella biologica, ce lo ha strappato in un modo così indecifrabile, così misterioso. La tentazione è quella di fermare tutto oppure, come fece Giuseppe di Arimatea, compiere un gesto di pietà, un gesto di tenerezza, nella speranza cristiana».

La scomparsa ha scosso tre comunità: Antegnate, dove il giovane è cresciuto; Cividate al Piano, dove aveva vissuto fino al 2024; e Palosco, sua ultima residenza. Presenti numerosi colleghi con la T-shirt di Amazon, azienda per cui lavorava il ventiquattrenne. Sulla sua bara un casco, per ricordare sempre il suo amore per le due ruote.

Le parole della fidanzata e degli amici

«Tu eri movimento - rivela la fidanzata Lucrezia nel suo messaggio di addio - non stavi fermo un secondo. Con la tua energia riempivi ogni luogo dove andavi. Mi manca sentirti parlare di moto, con i tuoi occhi pieni di felicità. Hai lasciato un vuoto enorme nella mia vita, in quella dei tuoi famigliari e di tutti gli amici - e conclude - se avessi saputo che quando ci siamo visti sarebbe stato il nostro ultimo giorno insieme ti avrei detto mille volte quanto ti volevo bene».

Al termine della funzione, gli amici lo hanno salutato all’esterno della chiesa con fumogeni, palloncini e uno striscione con la scritta «Buon viaggio Kevin». Infine il rombo dei motori di alcune motociclette, sua grande passione, ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa. In seguito la partenza verso il Tempio Crematorio di Bergamo.

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